mercoledì 30 settembre 2015

Inside Out

Finalmente trovo un po' di tempo per scrivere di Inside Out. Ormai è al cinema da un po'; apprezzatissimo e chiacchieratissimo. L'ho adorato e queste sono le cose che mi sono piaciute e piaciute meno del capolavoro Disney-Pixar diretto e ideato da Pete Docter

Piaciute

- Costruzione dei personaggi e senso del luogo. Regista e artisti in grande spolvero. Concettualmente, uno dei migliori film d'animazione realizzati nell'ultimo periodo. È palese come nulla viene lasciato al caso e come le idee siano state letteralmente coccolate e messe al servizio di disegnatori e animatori. Uno sviluppo visivo che, a memoria, non ricordo in nessun'altra produzione disneyana. L'universo astratto che corrisponde alla mente di una ragazzina colpisce in pieno il cuore dello spettatore. 
- Storytelling. Sicuramente un film innovativo, almeno nel campo dell'animazione. Per come la vedo io, un ibrido, un miscuglio ben assortito, una via di mezzo tra film, documentario e realty show. Strati su strati di genialità, con diversi spunti di riflessione. 
- Musiche. Michael Giacchino in perfetta sintonia con l'atmosfera. Alcune note e pause ben piazzate mi hanno ricordato frammenti della stupenda colonna sonora di Lost
- Doppiaggio italiano. Molto buono, apprezzabile soprattutto la recitazione fatta per Tristezza e Gioia. 
- Messaggi. Inizialmente, la storia di Inside Out vedeva come protagonisti Gioia e Rabbia. Non so quali erano le intenzioni, ma sono felice che alla fine sia stata scelta la coppia Gioia e Tristezza. Sono due emozioni complementari, imprescindibili. Ho apprezzato molto il trattamento riservato a Tristezza. Ho provato pena per il personaggio, l'ho sostenuta dall'inizio alla fine e il modo in cui influenza benevolmente le altre emozioni e la vita della piccola Riley - sballottata dal Minnesota a San Franschifo! - è astutamente perfetto e giusto. 

Piaciute meno

- Bambini tagliati fuori. Inside Out è un film profondo e con diverse chiavi di lettura. Mi ha colpito sentire molti bambini in sala sbuffare per la noia e chiedere ai genitori di andare via. Mi ha colpito non sentirli ridere per niente. Per cui sì, credo che i più piccoli sono stati tagliati fuori. Inconsapevolmente. 


Non vedo l'ora di rivederlo in home video. Nel frattempo, riempirò i miei momenti feels con le musiche, canticchiando con i miei amici immaginari che non sono ancora spariti. 

Il mio tributo a Gioia e Tristezza

mercoledì 23 settembre 2015

Birdman

Arrivo tardi. Ho i miei tempi. Mi piace rispettarli.

Recuperare Birdman è stato un piacere. Ammirare attori in gamba, il virtuosisimo tecnico, i dialoghi sferzanti. Tanta roba! Ma bando alle ciance, arrivo subito al punto. Ecco le cose che mi sono piaciute e quelle che mi sono piaciute meno di Birdman


Piaciute 

- Recitazione. Povero cast! Attori spremuti, costretti a convinvere con l'ansia, il terrore, non potento mai sbagliare. Bravi, eccezionali. E ispirati, pure. Emma Stone una spanna su tutti (ma questo lo scrivo solo perché l'adoro).

- Regia. Strettamente collegata con la sceneggiatura. La (le) ripresa(e) in piano sequenza è(sono) stata(e) impeccabile(i). Prima di tutto perché se n'è fatto un uso intelligente, secondo perché si presta perfettamente a una storia come Birdman. La sensazione di assistere a un flusso continuo, riflesso della realtà; il muoversi con gli attori; l'effetto "assenza di montaggio" e il passaggio dal giorno alla notte; la concezione del Tempo e dello Spazio e un mucchio di altre micro percezioni. Che ve lo dico a fare? Guardatelo.

- Concetto/trama/morale. Birdman non fa morale, nel senso che in primo luogo è lì per raccontare una storia, la carriera di un personaggio. Il resto è un riflesso, una conseguenza - o almeno, è quello che lo spettatore è spinto a credere. I messaggi infatti non mancano, anzi. Si fa satira, si sputa in faccia alla società ogni due battute, descrivendo la mediocrità che ci sta divorando, lenta e inesorabile. Ma Birdman è soprattutto amore. Accettare ogni conseguenza, seguire il flusso. Volare, riscoprire se stessi, senza possibilità di tagliare, cancellare, montare momenti più belli eliminando quelli brutti.
Se non lo avete visto, o se volete rivederlo, provate a guardare Birdman in silenzio, magari con nessun altro in casa. Proverete un sacco di sensazioni in più rispetto la visione al cinema. Da soli, davvero, provate. E se siete in vena di seghe mentali è l'apoteosi.

- Piano sequenza. Se n'è parlato molto, prima e dopo l'uscita del film. A me il piano sequenza piace tantissimo. Mette a dura prova gli attori (e non solo) ma se fatto a puntino, il risultato è favoloso. Non a caso uno dei miei film preferiti è Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock; con i mezzi dell'epoca Alfy ne fece un capolavoro. In Birdman si passa attraverso le finestre, si superano porte, si cammina lungo corridoi e si arriva fino al palco del teatro, per non parlare della vita dietro il sipario. Complicazioni tecniche, ma che spettacolo! 

- Musica. Il ritmo è scandito perlopiù da assoli di batteria jazz. L'autore si chiama Antonio Sanchez. Follia ed equilibrio al contempo. 


- Emma Stone. Sta là, si vede poco, ma sta là e quando è il suo turno il momento è solenne. Vagamente, ma molto vagamente, mi ha ricordato il personaggio interpretato da Gwyneth Paltrow ne I Tenenbaum; si chiamava Margot, ma era molto più emo rispetto a quello della Stone. 
Ecco, voglio dirlo. Se Birdman è meraviglioso, è anche grazie alla presenza di un paio di occhi grandi come arance. 


Piaciute meno
- Non ce ne sono. Paradossalmente direi lo stesso piano sequenza, perché nei primi venti minuti ti prende alla testa e vuoi che finisca il prima possibile, ma fa tutto parte dello spettacolo. Sensazioni, capito? Sensazioni!
È più o meno tutto. Birdman è un'esperienza che va vissuta, a prescindere dagli spunti di riflessione e dagli Oscar. L'ho guardato al momento giusto, proprio quando ne sentivo il bisogno. Perché non c'è niente di più intenso che vivere una storia rispettando i tempi.

Un paio di occhi grandi come arance


martedì 15 settembre 2015

Cos'è DRC - Dark Rock Chronicles?

Prima di tutto è bene iniziare dalla sinossi ufficiale.

I DRC sono uno sgangherato gruppo rock che districa la sua esistenza tra tentativi di ingaggio nei locali e quotidianità, fatta di musica, furti e donne da conquistare. A scombinare tutto ci pensa un demone dal passato glorioso. "6 anime di 6 musicisti per 6 strumenti musicali"; questo quello che reclama dai ragazzi. La band è così costretta a partecipare alle epiche battle del "Torneo dei Rock Guerrieri", dove gli strumenti diverranno vere e proprie armi letali, in una lotta all'ultimo sangue tra metallari mal assortiti, improbabili coppie country e draghi più o meno addomesticati! Peccato che i DRC non possiedano né la strumentazione adatta, né la preparazione adeguata.
È passato qualche anno. Dark Rock Chronicles è stato il mio romanzo d'esordio, pubblicato da Plesio Editore. Ora siamo (io, editor ed editore) a lavoro su un altro capitolo della saga. Sono molto contento del contenuto, della nuova storia e soprattutto dei nuovi personaggi. Spero di trasmettere lo stesso entusiasmo ai lettori!
Ma che cos'è DRC? 
Se non ci fosse la sinossi non so se sarei in grado di spiegare cosa sia, per me, Dark Rock Chronicles. È un progetto nato per caso, da un capitolo scritto di getto piuttosto breve e condito da qualche battuta divertente, per poi prendere corpo e diventare storia, romanzo e infine oggetto... carta stampata. Prima dell'uscita ufficiale c'è stato un passaggio intermedio molto importante. Con Dark Rock Chronicles ho infatti vinto il Content Factory di Lucca Comics & Games. Ecco, da lì è arrivato tutto il resto, pubblicazione italiana, inglese e il seguito - progetto che mi ha tenuto impegnato negli ultimi anni e che uscirà prossimamente.
Okay, okay, ci sto arrivando. Cos'è DRC? Da autore l'ho vissuto in diversi modi. È stato - e continua a esserlo! - un'esperienza senza limiti, non solo capitoli e dialoghi. A me fa piacere che sia andato bene, che sia stato apprezzato; sono umano, direi una bugia se dicessi che non mi importa del giudizio dei lettori e che scrivo solo per me stesso. La scrittura è condivisione, così come qualsiasi forma d'arte. Il rapporto con i lettori è un legame meraviglioso, che già da solo ripaga tutta la fatica che ci vuole per scrivere e arrivare alla fine e battere sulla tastiera l'ultima parola. 
"Un libro che non si limita ad essere un insieme di carta sporca di inchiostro ma bensì che si spinge oltre, coniugando diversi mezzi di comunicazione per coinvolgerci in un mondo crudo in cui, come nella realtà, bisogna lottare strenuamente per i propri sogni. 
Se ci si arrende è un po' come morire... Ma con molto più sangue e riff"  
- Orgoglio Nerd -

Ho scritto DRC con l'intenzione di creare una storia con protagonisti un gruppo di ragazzi, mettendoci dentro tutte le mie passioni e tutte le mie influenze. Nient'altro. Solo successivamente ho iniziato a pensare un po' più in grande, studiando trama e sottotrame a tavolino, incastrando diversi particolari. Il mondo che ho creato per DRC è simile al nostro, fatta eccezione per elementi soprannaturali e altre cosette piuttosto bizzarre. La musica fa da fulcro, tant'e che nella storia si parla di un mitico e antichissimo Torneo dei Rock Guerrieri; una kermesse senza esclusione di colpi! 
Sono molto fiero di ciò che ho realizzato, semplicemente perché mi rispecchia in tutto e per tutto. Scrivendo il secondo libro ho dato più respiro all'ambientazione, arricchendo la trama con nuovi personaggi e nuove meccaniche. Non ci sarà più il Torneo - anche se non mancheranno le mitiche battle rock! - ma un luogo misterioso, un college solo per veri rocker. Tuttavia le avventure sono fatte per essere complicate, quindi non aspettatevi lezioni noiose alla lavagna o professori svogliati. Succederanno molte cose, divertenti e terribili. 

Credo sia arrivato il momento di fermarmi. Probabilmente non ho proprio dato una spiegazione precisa e ho finito per confondervi le idee. O stuzzicare l'attenzione. 
Se vi va di dare un'occhiata a DRC ecco un breve elenco con alcuni link utili.
Per adesso vi ringrazio, augurandovi buona lettura. LET'S ROCK! 
***
Da 14 al 21 settembre 2015, la versione digitale di Dark Rock Chrnonicles è disponibile in promozione su tutti gli store online (tra cui Amazon e Mondadori Store) al prezzo di 1.99 €. 

La versione cartacea la trovate sul sito dell'editore Plesio, in libreria (se non lo trovate potete richiederlo) e sempre sui principali store online. 

Completamente gratuito, invece, un ebook che ho scritto e pubblicato lo scorso anno. Si intitola Il Torneo dei Rock Guerrieri o il Ritrovamento del Drago e lo trovato su questo Issuu.

Queste invece è la pagina Facebook di Dark Rock Chrnonicles
E la pagina Goodreads.

lunedì 14 settembre 2015

Over the Garden Wall

Ho scoperto questa serie animata grazie a Tumblr. Mi incuriosiva, l'ho provata ed è stato subito amore! Non sapevo cosa aspettarmi, e fino alla fine, fino all'ultima scena sono rimasto con il fiato sospeso. Sono ancora molto emozionato, perché ho finito di guardare poco fa il decimo episodio.

Se dovessi descriverlo in poche parole direi che Over the Garden Wall è un viaggio e un'esperienza. Non voglio dire nulla sulla trama, molto semplice ma narrata in maniera pressocché perfetta. La struttura ricorda quella di una fiaba, e difatti lo è, con una sostanziosa influenza del genere dark fantasy. Lo stile grafico è molto particolare. Ci sono alcune scene in chiaro scuro veramente noteli. Il character design non è sempre eccelso, ma lo si apprezza man mano, familiarizzando con forme e animazioni sintetizzate all'estremo. Fondali e colori sono incantevoli.

Adoro le storie per bambini e ragazzi. In quello che scrivo c'è tutta l'influenza di progetti come Over the Garden Wall. L'amore è scattato proprio per questo; dieci episodi di dieci minuti ciascuno in cui c'è tutto quello che cerco in un'opera di fantasia. 

Ho iniziato a vedere la serie in italiano, guardando i primi quattro episodi, per poi proseguire con quelli in originale. Non voglio alimentare polemiche (anche perché non me ne può fregare di meno), ma se avete un po' di dimestichezza con la lingua anglofona, guardate Over the Garden in originale. Io non ho molta esperienza e non riesco a parlare né a scrivere fluentemente in inglese, ma con l'audio e i sottotitoli originali non ho avuto alcun problema. Dico questo perché l'edizione italiana snatura l'opera, stuprando i personaggi, i dialoghi e l'atmosfera. Solitamente chiudo un occhio su questa roba, ma guardare e sentire i primi episodi doppiati in italiano mi ha traumatizzato. Basta sapere che nella versione originale Wirt e Greg, i due protagonisti, sono doppiati da Elijah Wood e Collin Dean.

Ora voglio informarmi e conoscere tutto su questa meraviglia! So che è ispirata a un cortometraggio del 2013 di Cartoon Network dal titolo Tome of the Unknown. Quando ne saprò abbastanza ritornerò a parlare di Wirt e Greg! Per adesso un saluto e attenti all'oscurità. 

Se amate il fantasy, Halloween, le avventure nei boschi, i musical, i personaggi un po' creepy stile Studio Ghibli e il nonsense questa miniserie animata fa decisamente per voi.

Electa Young arriva in libreria

Mondadori Electa forte del successo e del prestigio acquisiti con il marchio ElectaKids, dedicato ai più piccoli e contraddistinti da un’alta qualità del prodotto e dal forte spirito divulgativo ed educativo, lancia il marchio ElectaYoung.

Lo scopo è quello di ampliare il bacino dei propri giovani lettori scommettendo sulla fascia di età che sta leggendo sempre di più in Italia. Nel panorama dell’editoria italiana infatti nel 2014 il comparto young è cresciuto del 58% rispetto al 2013 e nel 2015 la crescita sta continuando, con un aumento del 6,5% rispetto al 2014 (nel periodo gennaio-giugno).

Il programma editoriale di ElectaYoung si articola su acquisizioni da estero e creazioni proponendo storie accattivanti, di facile presa sul pubblico giovane. I temi sono quelli cari agli adolescenti: le passioni, l’amore, le relazioni familiari e sociali in genere, l’interazione con i propri coetanei, la scoperta delle proprie inclinazioni e così via. Nessun limite di genere, si cercherà infatti di esplorare ogni formula: dal fantasy al paranormal romance thriller, dal diario intimo al racconto d’avventura, alla storia romantica.

La collana esordisce nel 2015 con quattro titoli, in uscita il 22 settembre: Drow di Simon Rowd, primo libro di una trilogia fantasy; Un giorno ci incontriamo di Paola Zannoner, racconto ambientato nell’era dei social network; Scomparso di Ferdinando Albertazzi, un noir sul rapporto genitori-figli; Un salto grande un sogno di Valentina Camerini, una storia di passione e agonismo nell’ambito della ginnastica ritmica.

Tra i libri previsti per il 2016: Lascia che accada di Amber L. Johnson, una storia di amore e diversità; Irena, la mamma del ghetto di Daniela Palumbo, ispirato alla vera storia della donna che salvò 2000 bambini dal ghetto di Varsavia; Trinax il gladiatore senza passato di Giuseppe Rudilosso; e John Engel. La guerra degli angeli di Angelo Licata e Roberto Pretti.


DROW

autore: Simon Rowd

editore: Mondadori Electa

collana: ElectaYoung

pagine: 406

in libreria: 22 settembre 2015

prezzo speciale per il primo libro della trilogia: euro 12,90

Isbn: 9788891804884




“Gli umani non possono sapere. Immagina cosa accadrebbe”


Esce ora per la nuova collana ElectaYoung Drow, il libro d’esordio di Simon Rowd, che ha raggiunto grande successo con il self-publishing online ed entra adesso a far parte di una grande casa editrice. Drow è il primo libro di una trilogia che mira a fondere in sé due generi letterari, il paranormal romance e il thriller, mischiando i toni dark e romantici del primo con l’azione e la suspense del secondo. Protagonisti, per la prima volta in un fantasy contemporaneo, gli elfi oscuri.

Eric Arden, studente universitario, vive inconsapevole dell’origine dei suoi poteri: vede perfettamente al buio e ha capacità superiori a qualunque essere umano. Nasconde le sue straordinarie abilità per non sentirsi diverso, ma è tormentato da un istinto aggressivo che non riesce a dominare. Un istinto legato in qualche modo all’incubo che tormenta le sue notti: una visione oscura da un passato ignoto, parte del segreto che da sempre porta dentro di sé. È l’istinto dei drow, gli elfi oscuri, razza cui non sa di appartenere, rinnegati e perseguitati dagli elfi, che hanno perso nei secoli i tratti fisici che li contraddistinguono e popolano la terra confondendosi tra gli umani. La sua vita cambia per sempre il giorno in cui, in università, incontra Sophie e Jimmy, due ragazzi legati da una profonda amicizia. L’attrazione tra Eric e Sophie è immediata e cresce di giorno in giorno, spingendo Eric ad aprirsi fino a un passo dal rivelarle i suoi inspiegabili poteri: una passione travolgente che nemmeno una guerra invisibile tra razze secolari riuscirà ad arrestare. Davanti a Eric si schiuderanno le porte di un mondo sconosciuto. Un mondo cui scopre, suo malgrado, di appartenere e che lo trascinerà, in un crescendo di suspense e adrenalina, di fronte ad una scelta destinata a cambiare per sempre la sua vita: accettare la sua vera natura o combatterla per la ragazza che ama.

Simon Rowd è un giovane scrittore appassionato di narrativa thriller e fantasy. L’idea di fondere questi due generi lo porta, nell’aprile 2014, ad autopubblicare il suo romanzo d’esordio, Drow, che in breve tempo scala le classifiche online e conquista migliaia di lettori grazie al passaparola. Per il successo ottenuto, nel 2015 viene notato da Mondadori Electa, che lo pubblica ora in anteprima nella collana ElectaYoung. Drow è il primo romanzo dell’omonima trilogia.





 SCOMPARSO


autore: Ferdinando Albertazzi

editore: Mondadori Electa

collana: ElectaYoung

pagine: 132

in libreria: 22 settembre 2015

prezzo: 14,90 €

Isbn: 9788891805515


“Diamo troppo facilmente per scontate un sacco di cose”

Per la nuova collana ElectaYoung esce Scomparso, un noir di Ferdinando Albertazzi.

Capita che gli adulti non colgano i segnali del disagio dei ragazzi, neppure se questi li lanciano proprio per vedere “l’effetto che fa”. Ѐ ciò che succede con Bobo, sedici anni, estroso e brillante con i compagni, ma afflitto dalle inadempienze dei genitori, una madre egocentrica e un padre assente.  Così le pressanti domande che gli frullano per la testa non trovano risposte e il ragazzo vive una lacerante crisi di identità.

Quando Bobo scompare, a casa e a scuola si scatena il panico. La mamma Ivana corre al commissariato per denunciarne la scomparsa, ma si rende conto che non ha indizi: non riesce nemmeno a ipotizzare dove potrebbe essere suo figlio, a descrivere i suoi interessi, le sue passioni, i suoi bisogni. Insomma, non lo conosce.
Sotto la lente del commissario Zanella, incaricato delle indagini, finisce subito Diego, il suo migliore amico: sorpreso e angosciato come gli altri, oppure capace di nascondere la verità? Molte domande rimangono senza risposta per il commissario, che raccoglie indizi anche a scuola, tra i professori, finendo però sulla pista sbagliata.
Un noir dall'esito spiazzante, come lo sono spesso i turbamenti degli adolescenti. E un libro che solleva domande cruciali sulle odierne relazioni tra genitori e figli.


Ferdinando Albertazzi, torinese di Bologna, firma per i bambini la fortunata serie di Camilla (Il Battello a Vapore), tradotta in diverse lingue. Per i ragazzi ha scritto i noir Doppio sgarro (1998), Il correttore di destini (2006), Il bonificatore di cuori (2008), Il ClanDestino (2011) e Killerscoop (2012). Per Tuttolibri, settimanale della “Stampa”, cura una rubrica di letture per i giovani e collabora inoltre ai periodici specializzati “Il Pepeverde” e “MondoErre”.





 UN GIORNO CI INCONTRIAMO


autore: Paola Zannoner

editore: Mondadori Electa

collana: ElectaYoung

pagine: 156

in libreria: 22 settembre 2015

prezzo: 14,90 €

Isbn: 9788891803917



Per la nuova collana ElectaYoung esce il romanzo di Paola Zannoner Un giorno ci incontriamo.

Sara frequenta la scuola alberghiera, vive in un piccolo centro ed è una frequentatrice dei social network, grazie ai quali sperimenta ciò che non riesce a vivere nella sua piccola realtà: incontri, confronti su libri e film, conoscenza di nuove tendenze, oltre che amicizie allargate e persino l'amore. Come molti suoi coetanei, affida alla rete le sue considerazioni, i sentimenti, i desideri ed è qui che incontra Ivan, un ragazzo della sua età che come lei frequenta una fanpage su una saga letteraria. A differenza di Sara, Ivan vive in una grande città, dove dovrebbero esserci maggiori opportunità di incontri e di scambi tra le persone, ma trasferisce sulla rete la sua insicurezza relazionale. Nonostante le webcam e skype diano agli amici una parvenza di realtà, “un giorno ci incontriamo” è il leitmotiv dei rapporti a distanza, che Sara e Ivan faticano a concretizzare. «Ci parliamo sempre, ormai ci conosciamo benissimo, e siamo innamorati!», racconta entusiasta ai genitori esterrefatti. L’amore rimane a lungo virtuale, finché un giorno qualcosa cambia. Una romantica storia d’amore tra adolescenti, che rivela però anche i lati oscuri dei social, come i finti profili personali o il timore degli adescamenti, invitando giovani e adulti a una riflessione sul modo corretto per interagire virtualmente. Il racconto di Paola Zannoner, autrice consolidata ed esperta di tematiche adolescenziali, tocca un tema che oggi coinvolge molti ragazzi e preoccupa altrettanti genitori, quello di un progressivo allontanamento dai rapporti reali da parte di coloro che affidano alla rete le speranze, i sogni, ma anche le proprie incertezze, e le difficoltà nelle relazioni reali.

Paola Zannoner vive a Firenze. Scrittrice, blogger, consulente bibliotecaria, è una delle scrittrici italiane più amate dai ragazzi. Ha all’attivo più di venti romanzi, oltre a racconti, serie per bambini, testi educativi e guide per insegnanti. Tra i suoi bestseller: Voglio fare la scrittrice, La linea del traguardo (premio Bancarellino), La settima strega e la serie La banda delle ragazzine. Tra i più recenti, Zorro nella neve (finalista al Bancarellino 2015). Paola incontra spesso i suoi lettori nelle scuole e nelle biblioteche, e tiene conferenze sulla lettura. Ha un blog, paolazannoner.wordpress.com, e la pagina facebook.com/paola.zannoner.



 UN SALTO GRANDE UN SOGNO


autore: Valentina Camerini

editore: Mondadori Electa

collana: ElectaYoung

pagine: 116

in libreria: 22 settembre 2015

prezzo: 14,90 €

Isbn: 9788891803146


“Afferro la sacca e mi cambio velocemente sotto le luci al neon dello spogliatoio vuoto: body verde acqua a maniche lunghe, scaldamuscoli. Prendo il mio nastro, rosso fuoco. Lo stringo forte. Sono pronta. O, almeno, è quello che mi ripeto.”


Per la nuova collana ElectaYoung esce Un salto grande un sogno, un romanzo di Valentina Camerini


Alice ha 15 anni e una passione, la ginnastica ritmica. Una mattina squilla il telefono e si avvera il suo sogno più grande: l’allenatore della Star Unit, l’associazione delle atlete migliori, la vuole in squadra per partecipare al Gran Torneo di Parigi. La sceglie dopo averla osservata bene negli ottimi risultati delle ultime gare, e l’infortunio dell’atleta di punta Nadia, costretta al ritiro, rende libero un posto proprio per lei. Inizia così un’avventura agonistica carica di entusiasmanti prospettive. Alice si trasferisce con le sue compagne nell’appartamento della Federazione, e tutti i giorni dopo scuola va in palestra ad allenarsi. La strada è tutta in salita, ma Alice ha tanta grinta. Ben presto però il sogno si scontra con la realtà. Competitività, rivalità e invidie tra le compagne frenano lo slancio di Alice, che vede vacillare e sue certezze, anche per il rancore che manifesta nei suoi confronti Martina, migliore amica di Nadia, che proprio non riesce a sopportare il fatto che qualcuno abbia preso il suo posto. Poi Alice in allenamento conosce il compagno di squadra Mattia, del quale si innamora, che la mette subito a suo agio dandole importanti consigli e aiutandola ad arrivare alla gara nel migliore dei modi. Al suo fianco Alice riesce ad affrontare con un altro spirito le sfide agonistiche e le avventure della trasferta a Parigi.

Valentina Camerini è autrice di narrativa ragazzi e sceneggiatrice. Ha firmato Il manuale d’amore per la ragazza postmoderna (2012), Le storie del sorriso (2012), Il secondo momento migliore (2014), e la fortunata serie dei manuali di Violetta, per Disney.



 fonte: comunicato stampa


martedì 8 settembre 2015

Sense8, finale

Ieri ho finito di vedere la prima stagione di Sense8. Mi ricollego al post che ho scritto qualche giorno fa per dare un giudizio più completo a questa serie originale Netflix ideata da Lana e Andy Wachowski (Matrix, Cloud Atlas).

Sono rimasto molto soddisfatto. Un bel finale - ansiogeno e intricato - ha chiuso in bellezza il primo ciclo, aprendo scenari davvero interessanti in prospettiva seconda stagione, annunciata qualche settimana fa. La particolarità che definisce Sense8 è indubbiamente la presenza di personaggi molto diversi tra loro; prendendoli singolarmente non c'azzeccano niente uno con l'altro, eppure il legame che scoprono e coltivano è fortissimo. L'aiutarsi a vicenda, sentire le paure dell'altro, condividere la rabbia, innamorarsi...
Si parla di connessioni mentali, emozionali. Empatia, lo stesso stato d'animo che coinvolge lo spettatore. Guardando i singoli episodi verrà spontaneo riflettere e osservare se stessi dall'interno, chiedendosi perché le emozioni non si possano comandare, rifiutare o cancellare. Oppure domandarsi se evitare di esternare sentimenti, mentendo, faccia bene o è solo un ottimo modo per ammazzare l'anima.

Sense8 ci parla soprattutto di stati emotivi, facendolo con un'intensità incredibile, talvolta molto cruda. D'altra parte la realtà è così, lo dice Sun in una delle ultime scene dell'episodio undici.



"Così è la vita. Paura, rabbia, desiderio... e amore. Smettere di provare emozioni, smettere di volerle provare, è sentire la morte". 

Non c'è retorica in Sense8. Parlare di emozioni è difficilissimo, proprio perché la linea tra retorica e verità è sottile, imperfettibile. Ci sono molte scene e molte frasi che mi hanno colpito, e non le elencherò tutte. Da spettatore, posso dire di essere stato coinvolto, totalmente coinvolto nella cerchia degli otto protagonisti.

Ora sono molto curioso di vedere cosa accadrà nella seconda stagione. Mi aspetto una parte più di rilievo per il cattivone, Whispers; difatti la trama orizzontale rimane un po' ancora un po' sfocata. Mentre per il resto attendo conferme. Il cast è in gamba, visibilmente ispirato, come tutta la produzione.
Non mi sento di aggiungere altro, se non di consigliare a tutti la visione.