giovedì 23 aprile 2015

Avengers - Age of Ultron. Quello che non ti ammazza...

Sono rimasto molto soddisfatto, le aspettative erano alte. Riassumerei il tutto così: mazzate, battute divertenti, altre mazzate, fighe e fighi da tutte le parti, parolacce e sullo sfondo una specie di trama. Messa così sembrerà riduttivo, ma un film di supereroi non deve fare altro. 

Parto subito con l'elenco della roba che mi ha colpito di più. 
 - L'equilibrio. Come accaduto nel primo film, tutti hanno avuto il loro momento di gloria e nessuno ha primeggiato sull'altro. Anche chi compare di meno ha detto o fatto qualcosa di importante, checché ne dica qualche pseudo esperto giornalista (stamattina ho letto un pezzo che parlava di "personaggi trattati come macchiette", addirittura). 
- L'azione. Ancora più del primo film, le scene d'azione sono state spettacolari. Lasciano davvero a bocca aperta. E non aggiungo altro. 
- Approfondimento psicologico dei personaggi. Si entra nella testa di tutti, per quanto il tempo e lo spazio a disposizione era "solo" di un paio d'ore. Scopriamo passati tristi e travagliati, paure, futuri apocalittici e sentimenti. Un po' di quella cupezza che non guasta, non so se mi spiego... 
- Regia. I piani sequenza utilizzati nel primo film sono stati riproposti e migliorati. Ce ne sono di molto lunghi e quelli nelle scene d'azione sono stati utilizzati in modo molto intelligente.
- Le donne. Personaggi che non hanno nulla in meno rispetto agli uomini. Ho apprezzato tantissimo Elizabeth Olsen nei panni di Wanda, molto dark... molto sexy. La Vedova Nera si consacra, mostrandoci parte del suo passato nero e crudo. Le altre donne fanno la loro gran bella figura, ma su questo evito di fare spoiler.
- Effetti visivi e costumi. Meraviglia pura. Visione è di un'eleganza spaventosa, merito soprattutto di un ispirato Paul Bettany. C'è qualche sbavatura, in cui si ha le netta sensazione di vedere un modello 3D dipinto in digitale che salta e spacca tutto, ma è cercare il pelo nell'uovo.

Il mio omaggio al gruppo

La roba che mi è piaciuta meno.
- Trama. Un po' deboluccia. La creazione di Ultron non mi ha convinto e Ultron stesso mi sembra in sostanza poco credibile. Meno disneyano di Loki, è piazzato lì come giustificazione e per dare un senso a tutto. Visivamente non ho gradito i movimenti del volto. È vero che bisognava dare espressività e respiro al personaggio, ma far muovere le placche metalliche del viso come muscoli strideva non poco. Ricorderò Ultron non per la sua presenza scenica ma per la citazione a Pinocchio canticchiata in volo.

"Io non ho fili eppur sto in piedi". Faceva più o meno così, no?

- Musiche. È mancato un tema portante. Tracklist non memorabile. Viene riproposto occasionalmente il tema di Alan Silvestri del primo film, ma Bryan Tyler si sente poco e non fa la differenza. Inoltre non c'è traccia del contributo di Danny Elfman.
- Battaglia finale e il finale. Un po' sottotono. C'è un po' di confusione su come viene risolta materialmente la grana Ultron. 
- Dialoghi. Non negativi, anzi. Sono mancate le frasi e le scenetti spiazzanti, quelle cose che non ti aspetti, roba che nel primo film c'era e che successivamente è diventato meme. Sarà che si è perso l'effetto sorpresa.

A parte qualcosina che non mi ha convinto il film, ripeto, mi ha entusiasmato. È la prima volta che un progetto di tali proporzioni dà vita a una trama orizzontale così lunga ed elaborata. Cinematograficamente è senza precedenti, e questa cosa mi fa impazzire letteralmente. 

Stasera si va a rivederlo!

venerdì 3 aprile 2015

Lumberjanes, scout a fumetti

Uscirà in Italia prossimamente (ufficialmente domani, se non sbaglio). È uno dei fumetti rivelazione d'Oltreoceano, che in poco tempo ha raggiunto un discreto grado di popolarità. Pubblicato da Boom Studios (editore di Adventure Time e di tante altre serie per ragazzi) Lumberjanes è un fumetto creato da un bel terzetto di autrici - Grace Ellis, Noelle Stevenson (testi), Brooke Allen (disegni) -, e racconta le spericolate avventure di un gruppo di giovani campeggiatrici, spesso invischiate in combattimenti contro mostruose e improbabili creature. 

Se dovessi paragonare questa serie a qualcosa che conosco, direi che per tipologia si avvicina molto a Gravity Falls, serie animata di casa Disney che ho iniziato a seguire in quest'ultimo periodo e che sto trovando ben fatta e tutt'altro che superficiale.
Ambientazione da campo scuola, avventura, personaggi spigliati e moderni, uno stile grafico riconoscibile. Descriverei così Lumberjanes. Ho letto i primi tre numeri in originale nei mesi scorsi, incuriosito dal passaparola in rete e interessato anche dal punto di vista lavorativo. L'ho trovato immediatamente appassionante, caratteristica in comune con altre serie già affermate (Adventure Time su tutte); quel che salta subito all'occhio è la capacità delle autrici di scrivere e rappresentare graficamente una storia a fumetti ammaliando e accompagnando il lettore nel vivo dell'azione fin dalla prima vignetta. In questo tipo di storytelling, la sensibilità femminile fa la differenza, soprattutto quando si tratta di lavorare per un determinato target, quello adolescenziale, con un occhio al mondo dei lettori più esigenti e preparati. Le chiavi di lettura si sprecano e, così come dovrebbe essere, una storia con protagonisti giovincelli avventurieri finisce per entusiasmare il grande pubblico. 

Da autore e amante delle avventure all'aria aperta ho trovato Lumberjanes meravigliosamente travolgente. I layout dinamici e i dialoghi esilaranti non lasceranno indifferente nessun lettore, garantito! Il punto di vista prettamente femminile non etichetta la serie come per "solo lettrici", per cui leggetela e divertitevi.