sabato 31 gennaio 2015

Assassin's Creed Unity, cose belle e cose brutte

Giocando saltuariamente, perlopiù cazzeggiando, sono arrivato alla conclusione della storia. Questa non è una recensione. Al momento preferisco le liste, premesso che il gioco mi è piaciuto, ha il suo fascino e il suo perché.



Cose belle:
 - Ambientazione parigina. Il punto forte. Toglie il fiato.
- Dettagli. Ce ne sono a palate.
- Personalizzazione di Arno e abilità. Confesso di aver passato gran parte del tempo a scegliere gli abiti più fighi e l'attrezzatura migliore. Belli, pittoreschi, tamarri e ce ne sono anche di molto eleganti.
- Fotografia. Va a braccetto con l'ambientazione. Giochi di luci e ombre pazzeschi. Da migliorare quelle portate dal personaggio e dai PNG.
- Missioni. Migliorate di poco, ma già così si ragiona.
- IA. Ce n'è di strada da fare, ma siamo su livelli accettabili. 

Cose brutte: 
- Bug. Troppi. Alcuni simpatici, altri sgradevoli.
- App. L'idea di base è carina, ma non è stata sviluppata con le dovute accortezze. Ne bastava una per continuare a giocare anche al di fuori del gioco. Per ora rientra tra le cose brutte.
- Microtransizioni. Mi metto dalla parte degli sviluppatori e dei produttori. È un'altra fonte di guadagno, ma da giocatore mi sento preso per il culo. Forma di strozzinaggio che sta prendendo sempre più piede, purtroppo. Non influiscono e non rendono migliore l'esperienzia di gioco. Da boicottare.
- Coop e servizi online, in parte a braccetto con le app. Quasi sempre non disponibili e causa di blocchi durante il gioco. Inutile cacca!
-  Storia. Non brutta, in realtà non mi è nemmeno dispiaciuta, ma troppo simile alle altre e priva di veri colpi di scena.
- Doppiaggio italiano. Semplicemente no.
- DLC Dead Kings. Va bene che era gratis, ma se per giocare devo riavviare ogni volta il gioco perché la mappa va in tilt allora preferisco evitare. 


lunedì 12 gennaio 2015

Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago


Finalmente ci siamo: dopo mesi di lavoro per la revisione, l'impaginazione e la copertina, è pronto Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago. Potete leggerlo online o scaricarlo in formato Pdf su Issuu. Qui invece la scheda su Goodreads. 

Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago è nato come spin-off di Dark Rock Chronicles, ma si può leggere indipendentemente visto che si svolge parecchi anni prima degli eventi narrati nel romanzo. La storia è stata in origine pubblicata online a puntate sul sito The iNcipit. Ad anni di distanza mi sembrava doveroso raccoglierlo in una forma più organica in modo da consentirne la lettura anche su tablet, smartphone ed e-book reader. Nell'e-book si trova anche uno sneak peek di DRC, la cui edizione digitale è in promozione per tutta la settimana su tutti gli store online. Vi lascio alla sinossi di Il torneo dei rock guerrieri: buona lettura!

[Potete scaricare l'ebook in formato epub: qui. E in formato pdf: qui]

Sinossi
Il drago era scomparso. Al pub non si parlava d’altro.
Così inizia l’avventura di Ben Diesis, giornalista musicale sulle tracce del drago la cui scomparsa rischia di minacciare lo svolgimento del Torneo dei Rock Guerrieri, la leggendaria competizione di battle rock dove tutto è consentito. Aiutato dal vecchio rocker Liam Igghy e dall’ambigua Guardiana delle Foglie Verdi, Ben riuscirà a dipanare il mistero della scomparsa del drago, ma non senza correre rischi e pericoli. Ambientato nello stesso universo narrativo del romanzo Dark Rock Chronicles, Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago esplora gli albori del mitico Torneo combattuto a colpi di strumenti musicali modificati.



sabato 10 gennaio 2015

Lockwood & Co. - La Scala Urlante

A Londra c'è un bel Problema. Da cinquant'anni la città è invasa dai fantasmi. Diverse sono le squadre che combattono le infestazioni, composte soprattutto da ragazzi, gli unici in grado di combattere gli spiriti al fianco degli adulti. 

In soldoni la trama di Lockwood & Co. è questa. Ritorno a leggere Jonathan Stroud dopo la meravigliosa trilogia di Bartimeus e L'Anello di Salomone. Letto a cavallo delle festività natalizie, la lettura de La Scala Urlante, primo libro della serie, mi ha fatto innamorare ufficialmente di Stroud. Non che prima lo giudicassi un autore di seconda fascia, ma con Lockwood è scattata la scintilla... 
Più della trama - ben congeniata, ma non eccelsa - ho apprezzato la resa dei personaggi. Sono del parere che una storia può anche non essere memorabile, ma se ci sono personaggi che funzionano, capaci di suscitare emozioni e rapire il lettore, allora vuol dire che l'autore ha fatto un buon lavoro. 

Ne La Scala Urlante Stroud racconta la storia in prima persona, dal punto di vista di Lucy Carlyle, una ragazza che, grazie al suo Talento, trova occupazione presso la Lockwood & Co, una piccola e sgangherata agenzia londinese anti-fantasma composta da soli due membri; uno di questi è Anthony Lockwood, il vero protagonista del romanzo. Se dovessi descriverlo con una sola parola lo definirei affascinante. Lockwood è uno di quei personaggi in grado di riempire da solo la scena, anche non facendo nulla di particolare. Mi ha ricordato vagamente Sherlock Holmes, ma non azzarderei troppi paragoni. Mi ha colpito il modo in cui Stroud lo ha reso protagonista assoluto descrivendono attraverso le parole di Lucy, mezzo che ha contribuito a conferire al personaggio un'aura tenebrosa, ironica e adolescienziale al tempo stesso. Non so se rendo l'idea; vale la pena leggere il libro per rendersi conto dell'interazione dei personaggi e nello specifico dei personaggi secondari con Lockwood.

A trenta pagine dalla fine avevo un po' il timore di continuare a leggere, sapendo che per il secondo libro - già pubblicato in UK e US con il titolo di The Whispering Skull - ci sarebbe stato da aspettare. Spero di non dover aspettare troppo. 

Nota alla traduzione italiana. Mi è sembrata molto buona, soprattutto nella scelta di traduzione dei termini originali.

Sul mio Goodreads l'ho votato con 5 stelle.

giovedì 8 gennaio 2015




In ventiquattro ore è successo di tutto e molto è stato detto. Non riesco ad aggiungere altro. Mi sento vicino a tutta la gente colpita, al popolo ferito.

È grave.
La libertà è stata attaccata, ma non sconfitta. 
Non accadrà mai. 
Non abbiamo paura.

martedì 6 gennaio 2015

Elsanna and Snow Baymax


Con un po' di ritardo, ecco l'illustrazione natalizia che ho finito qualche minuto fa. Avrei voluto completare tutto prima, in tempo per augurare buone feste, ma una brutta febbre mi ha costretto a stare lontano dal PC. Ma meglio tardi che mai!

Spero che abbiate passato delle buone feste e spero che l'illustrazione vi piaccia. Ah, a proposito, avete visto Big Hero 6? Piaciuto? 

Cliccando qui è possibile vedere l'illustrazione più grande e alcune fasi di preparazione.