lunedì 16 dicembre 2013

La Desolazione di Smaug, di Bilbo, di Thorin, di Galdalf, di quello e quell'altro

Solitamente non storco il naso per i film tratti dai libri, ma qui si va altro alla fedeltà e non fedeltà all'opera originale. Ieri ho visto Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug. Delusione. Non me l'aspettavo. O sì. 

A parte Smaug (meraviglioso drago al cinema, assieme a quello di Dragonheart), rimane veramente poca roba. Manca di epicità. È due spanne sotto rispetto al primo e anni luce lontano dall'essenza del Signore degli Anelli. Se in Un Viaggio Inaspettato sono rimasto a bocca aperta per certe scene e commosso per altre, qui siamo all'apatia più totale.

Peter Jackson si è lasciato tentare, sì, ma sostanzialmente è stata una caciara. Tentare anche dalla voglia di sperimentare (sperimenta un sacco e si vede) per sfruttare al massimo 'sto chiacchierato (e per pochi eletti) 3D HFR e le tecnologie che ai tempi della prima trilogia non c'erano. Di conseguenza le scene d'azione risultano goffe e troppo finte; paradossale, ma è la sensazione che ho avuto mentre guardavo... Legolas.

E qui arrivano i nuovi personaggi. L'impressione è quella di averli visti gettati a pedate nella mischia senza pietà, perché doveva essere fatto, perché c'era bisogno di personaggi femminili, almeno uno. L'esigenza di inserire una donna la capisco, non ci trovo nulla di male, era indispensabile, ma Tauriel (la bruttissima copia di Arwen?) era priva di qualsiasi spessore, per non parlare della vicenda amorosa con il nano...

La mancanza di spessore è un problema generale del film, del cast. Se in Un Viaggio Inaspettato si poteva dire che Bilbo era grosso modo il protagonista (anche per l'incontro con Gollum, sì, che occupa praticamente quasi tutta la seconda metà del film), qui chi c'è? Mi aspettavo di più Thorin, ma il tutto si riduce a un nano sempre incavolato che non sa che pesci prendere, che non ha nient'altro di meglio da fare che prendersela con Bilbo in vestaglia e accecato dalla riconquista della Montagna, aspetto che viene rappresentato da una sorta di oscura forza latente simile a quella mossa dall'Anello.
Non che dovesse per forza primeggiare un protagonista su un altro, ma nemmeno la compagnia in sé ha funzionato come in Un Viaggio, e i cattivi sono ombre anonime.

E poi i collegamenti con l'anello e il male che si muove e bla bla bla e tutto ciò che ne porterà. Inevitabili, in un trilogia che si rifà a un libro corto corto e che doveva farcire non due, ma tre film.
Questo capitolo centrale evidenzia tutti i cambiamenti pensati per la trasposizione del romanzo di Tolkien; erano appena dietro l'angolo, svelati alla prova del nove. Non mi aspettavo la recita del libro, no, ma più cura nella caratterizzazione dei personaggi e meno orchi ninja.

Ah, le musiche. Praticamente nulle. Si ripete random il tema della compagnia, con leggeri cambiamenti e aggiunte. Il resto viene sopraffatto dalla cagnara. Salvo giusto I See Fire, la canzone dei titoli di coda di Ed Sheeran, gran bel pezzo e lui molto ispirato.

Sinceramente non capisco l'entusiasmo. Ho letto commenti incredibili, ma ora che ho visto il film non posso che essere in più totale disaccordo. Ennesima dimostrazione di come una massiccia e prorompente campagna pubblicitaria possa alimentare e condizionare il giudizio del pubblico. Come il potere dell'Unico, insomma.

Riassumendo: scriteriato, goffo nella sua intraprendenza e a lunghi tratti anonimo.

venerdì 6 dicembre 2013

Melodramma di un venerdì mattina di dicembre



Non è un bel periodo, per molti non lo è da troppo tempo, ormai. Ed è una cosa molto triste, no? 
Per quel che mi riguarda, trovo perlomeno gratificante vedere il mio romanzo pubblicato all'estero. Se ci penso è incredibile. Fino a poco più di un anno fa non immaginavo di arrivare alla pubblicazione, invece è successo... ed è accaduto velocemente, senza che me ne rendessi troppo conto, senza che avessi il tempo di metabolizzare i vari passaggi. Ma è successo, e sono contento.

Ora Dark Rock Chronicles è disponibile nel mondo, in lingua inglese (se siete interessati, lo trovate sul sito dell'editore qui e su Amazon). È pazzesco. Ieri ho beccato anche una delle prime segnalazioni: qui.
Ma se da questo punto di vista sono felicissimo e curioso di capire come DRC verrà accolto fuori dall'Italia, dopo tutte le impressioni del primo anno di vita con Plesio Editore, dall'altro sono avvilito. Il panorama editoriale nel nostro paese è, per come la vedo io, desolante. 
Qualche giorno fa a tal proposito avevo postato un piccolo sfogo su Facebook: qui. Non voglio aprire una discussione e sciorinare pipponi, anche perché non fregherebbe niente a nessuno. Voglio solo esprimere la mia delusione, qui nel mio spazio. 
Non si scommette, non si guarda avanti, non si lavora. 

Prendo atto, le alternative ci sono e i progetti in ballo pure. In generale, trovo terrificante l'impossibilità di esprimersi e non vorrei che affossassero l'unica cosa cara che mi resta. L'unica cosa mi fa essere.

Chiudo rispondendo a chi mi aveva chiesto dell'ebook di DRC. Ora c'è, da qualche settimana è disponibile, sia in Kindle su Amazon che in epub sul sito Plesio: qui.

E dopo questa parentesi me ne ritorno a disegnare.

venerdì 29 novembre 2013

Cose nuove

Questi sono i primissimi studi di un nuovo progetto. 
Non sarò da solo. Ad accompagnarmi nel periglioso, lungo viaggio ci sarà un giovine chiamato Alessandro. Insieme, abbiamo deciso di pubblicare una manciata di sketch a testa; protagonisti principali, qualche dettaglio e un po' di ambientazione. Il progetto è in fase di sviluppo e molto presto arriveranno delle novità e altre informazioni. 

Di Alessandro Marra (trovate il suo Deviantart: qui)







Del  sottoscritto












lunedì 11 novembre 2013

Alla ricerca di Polly

È una cosa che ho scritto un pomeriggio prima di partire per Lucca. Ero pieno d'ansia (più del solito) e l'ho sfogata così. Succedono un sacco di cose e non succede niente. Grazie preventivo a chi avrà perderà cinque minuti del suo tempo appresso a Dean che cerca Polly.

***


“Indovino sempre ciò che meriti”.
Sul pezzo di carta sbiadito quella frase era l’unica leggibile dell’intero messaggio. Era l’unica di senso compiuto, in effetti, ma a Dean l’avvertimento non metteva per niente paura.
«Ripetilo, Dean» disse una voce femminile.
«Trovare i due uomini nel deserto e chiedere di Polly» rispose annoiato Dean appallottolando il messaggio. «E passare inosservato» aggiunse. «Devo ripeterlo ancora? Perché inizio a sentirmi stupido».
«Va bene così». La donna sorrise, alzando gli occhi e incrociando quelli di lui. «Puoi andare. Buona fortuna».
«Finalmente. Sicura, nient’altro? Chissà quando tornerò, se tornerò. Fai ancora in tempo a… ahi!»
La donna morse il labbro inferiore di Dean prima di premere le labbra carnose contro le sue. «Sento il sapore del metallo» disse interrompendo il contatto.
Dean portò una mano alla bocca, tamponando il labbro inferiore con l’indice e l’anulare. Sangue. Guardò subito preoccupato la donna che aveva di fronte, nuda, occhi chiari e un caschetto di capelli scuri. «Devo andare, ora, è tardi».
Dean uscì dalla stretta cabina metallica nel quale si trovava, accolto dal caldo del deserto. Vide per un’ultima volta gli occhi freddi della donna, dopodiché richiuse la porta della cabina, che scomparve all’improvviso in un risucchio d’aria.
A parte la sabbia e qualche cactus intorno non c’era nulla. Non un alito di vento, niente ombra e soprattutto nessuna traccia di forme di vita umane.
«Due uomini. Chiedere di Polly» ripeté Dean boccheggiando e iniziando già a sudare. Tolse la maglietta per avvolgerla a mo’ di turbante sulla testa. Uno, due, tre passi. Un vecchio camper spuntò lentamente dal niente, plasmato dall’effetto deformante della calura. Avvicinandosi circospetto al veicolo fermo, Dean notò del fumo rossastro fuoriuscire dal tettuccio.
«Serve aiuto?» tossì bruscamente un uomo uscendo dal camper e intercettando Dean. Indossava un grembiule di plastica verde e aveva l’aria stanca.
«Cerco una ragazza. Polly» specificò Dean. «Sto cercando Polly».
«Polly» disse l’uomo con un altro brutto colpo di tosse. «Tu… tu devi essere lui!»
Dean non rispose.
«Sei lui» insistette l’uomo indicando Dean con una mano tremante, «ti ha mandato lei».
«Mi scusi, signore, ma non capisco. Sto cercando Polly. Può aiutarmi?»
«Cerchi Polly, questo l’ho capito». Il grembiule verde iniziò a sciogliersi e a fumare. «Entra nel camper» diceva l’uomo circondato dal fumo.
Dean saltò automaticamente all’indietro. Lingue di fuoco avvolsero il corpo dell’individuo con il grembiule che continuava a parlare. «Entra nel camper. Cerchi Polly. Entra nel camper». Si lasciò bruciare in pochi secondi fino a trasformarsi in mucchietto di cenere.
«Fiuuu, autocombustione» fischiò Dean, «che brusco trapasso». Osservò il camper. Cercava due uomini. Sospettava di poter trovare tutt’altro dentro quel trabiccolo, non Polly, ma allo stesso tempo sapeva che avrebbe fatto meglio ad accettare l’invito del morto carbonizzato.

Fredde catene nella notte. Un branco di cani alti due metri e con la bava alla bocca la circondavano. L’odore della pioggia incombente si mischiava a quello pungente di marcio che emanavano le bestie.
«Carina, perché non ti togli i vestiti?» disse un ragazzo ridendo sguaiatamente.
«Sì, Polly, toglili, altrimenti facciamo noi» sbraitò divertito un altro strattonando uno dei cani al guinzaglio. Gli occhi senza pupille dell’animale si macchiarono di rosso.
Polly disse qualcosa all’indirizzo dei ragazzi con i cani al guinzaglio ma Dean non riuscì a sentirla; un ringhio raccapricciante di una delle bestie coprì la voce della ragazza che indietreggiò di qualche passo.
Dalla una finestrella semiaperta del camper Dean assisteva alla scena pensando a quando e come intervenire per recuperare la persona che cercava. L’interno del veicolo era buio, si distinguevano pochi oggetti; un tavolo pieno zeppo di ampolle di vetro e una bombola del gas portatile. Per terra in un angolo, vicino al cubicolo che doveva essere il bagno, un ragazzo si lamentava nel sonno. L’ambiente era impregnato da un forte odore di prodotti chimici che Dean iniziava a non sopportare più. «Piantala» l’esclamò all’indirizzo del ragazzo. «Sto cercando di pensare. Quelli fanno sul serio!»
Dean spiò ancora fuori dalla finestrella. Polly era stretta nel cerchio, i cani le ringhiavano contro, sovrastandola, frenati solo dalle catene che i padroni tenevano in pugno. L’unico fatto positivo era che il portale aveva funzionato; entrare nel camper lo aveva avvicinato all’obiettivo e i due uomini erano quelli giusti, anche se uno aveva preso fuoco al primo colpo e l’altro restava tramortito tra sonno e veglia.
“Indovino sempre ciò che meriti”. I pensieri di Dean andarono per un attimo all’avvertimento scarabocchiato sul pezzo di carta. Serrò la mascella e chiuse gli occhi. «Maledizione» sibilò. «Non merito di finire in pasto a dei cani giganti!»
Il ragazzo nell’angolo iniziò a russare sonoramente. «Sogni d’oro» disse Dean paralizzato dalla rabbia. «Perché non mi aiuti? Ehi!» Afferrò una delle ampolle sul tavolo e la lanciò. Un rumore secco, di vetro in frantumi. Il russare cessò ma il ragazzo continuò a dormire.
Polly urlava, urlava a squarciagola. Il testone di uno dei cani era a pochi centimetri dalla sua faccia. «Forza, gente, spogliatela» ordinò uno della banda.
A Dean si drizzarono i peli del collo. Spinto dalla disperazione spalancò la porta malandata del camper. «Lasciatela andare» urlò serrando i pugni.
La banda e i cani, lì lì per consumare la violenza, si fermarono all’istante. La notte era fredda e il paesaggio era dominato da cataste di rottami d’auto. In cielo la luna era un sottile arco argentato in un infinito blu profondo.
«Saresti, bel tipetto?» chiese il capo della banda strattonando il suo animale. Il cane ringhiò sputacchiando bava giallastra. «E perché diavolo hai quello straccio in testa?»
Allora Dean ricordò di avere ancora la maglia legata in fronte. La tolse via con un gesto veloce e la indossò. «Lasciatela» disse indicando Polly in ginocchio, gli occhi arrossati.
La banda puntò immediatamente Dean. I cani sguinzagliati graffiarono la terra con le zampe e si lanciarono a testa bassa nella sua direzione. Dean non poté fare altro che rifugiarsi in fretta e furia dentro il camper. Con le spalle riusciva a stento a tenere la porta chiusa. «Aiuto!» gridò respirando a pieni polmoni l’odore di prodotti chimici.
Le bestie spingevano, ringhiavano e graffiavano inferocite, facendo tintinnare le catene. Dean le sentiva e considerava che da un momento all’altro l’avrebbero fatto a pezzi. Gli artigli di un cane si conficcarono nella lamiera del camper, graffiando Dean a un braccio. Una seconda zampata lo colpì a un fianco, facendolo piegare sulle ginocchia. Poi nella porta si aprì un varco.
BANG.
BANG.
BANG.
BANG.
BANG.
A Dean fischiavano le orecchie. Ai colpi d’arma da fuoco seguirono gli uggiolii dei cani e strani gorgoglii. Le grosse zampe conficcate nella porta del camper si ritirarono verso l’esterno. Per il momento, Dean era salvo.
«Stronzo. Che ti costava svegliarmi?»
Il ragazzo addormentato era in piedi nella semioscurità del camper, in mano impugnava una pistola di piccolo calibro. «Stai bene, bello?»
«Credo di sì» rispose Dean osservando con occhi sbarrati prima la sagoma del ragazzo poi i fori di proiettile che avevano bucato la porta, sfiorandolo miracolosamente.
«Visto? Ho un ottima mira».
«Già» rispose Dean incerto. «Grazie, comunque. Ora che si fa?»
«Ah, non lo so. Sei tu che devi recuperare la ragazza, no? Ti ha mandato lei, tu sei lui. Io e Booker dovevamo solo coprirti le spalle».
«Booker? Intendi il tipo con il grembiule».
«Yo, bello, proprio lui!»
«Capisco» rispose Dean deluso. «Oddio, Polly è ancora là fuori!» Si rialzò di scatto, sbattendo poi la testa contro un mobiletto.
«Salvala, bello, anche se non è quello che meriti».
La puzza di marcio emanata dai cadaveri dei cani dietro la porta iniziò a penetrare nel veicolo, mescolandosi alle esalazioni chimiche. Dean trasalì. «Che cosa hai detto?» Si voltò. Il ragazzo era sparito.
La notte si arricchì di un’intensa e fastidiosa nebbiolina. Fuori, Dean superò i cadaveri puzzolenti delle bestie. Dei ragazzi della banda erano rimasti in due, immobili, distesi in terra poco lontano dal camper in pozze di sangue scuro.
«Polly?»
Dean si avvicinò lentamente alla ragazza. Tremava, raggomitolata su se stessa. «Sono qui per aiutarti. È finita».

Insieme rientrarono nel camper.
«Chi sei?»
«Sono Dean» rispose lui con il miglior sorriso che riuscì a esprimere.
Polly non doveva avere più di venti anni, un groviglio di capelli castani tendenti al rosso che incorniciavano un viso minuto e dalla pelle color latte. Dean non riuscì a trattenere la soddisfazione. «Ti ho salvata, ora sei al sicuro. Devo solo capire come funziona questo portale».
«Portale?» domandò confusa la ragazza.
«Precisamente. Questo camper schifoso ci porterà lontano da questo brutto posto. Ritornerai a casa in un batter d’occhio, se solo…»
«Ma io non voglio ritornare a casa».
«Certo che lo vuoi» esclamò Dean. «Sono qui apposta».
Polly si appoggiò al tavolo, evitando le ampolle di vetro. «Sono stanca».
«Una volta a casa riposerai per una settimana intera. Coraggio, credo di aver capito come funziona» rispose rovistando in un armadietto.
Dean chiuse ermeticamente tutte le finestrelle e le bocche dell’aria. Riposizionò la porta nei cardini e tappò i fori di proiettile con del nastro adesivo. «Manca il tocco finale» disse sorridendo a Polly. Ruotò la manopola della bombola del gas. La sostanza invisibile invase l’aria, coprendo gli odori di prodotti chimici e facendo crollare Dean e Polly in un sonno profondo.

La missione era quasi giunta al termine. «Se evito di considerare il pazzo che si è dato fuoco, i cani giganti che stavano per squartarmi e un mezzo addormentato dal grilletto facile, non ho poi faticato molto, eh?»
Dean aprì gli occhi. «Ho detto qualcosa?»
«Farneticavi su quello che ti è accaduto» rispose la dolce vocina di Polly. Era ancora aggrappata al tavolo. «Non mi hai ancora detto perché mi hai salvata».
«Eri in pericolo. Perché non mi ringrazi e basta?»
«Lo farei se ne avessi motivo» rispose lei. «Non ti ho chiesto nessun aiuto».
«Bella ingrata che sei». Dean aprì la porta del camper. Il caldo soffocante del deserto lo accolse per la seconda volta, il sole lo costrinse a chiudere gli occhi, sentendo le pupille rimpicciolirsi dietro le palpebre. «Vuoi rimanere lì o vieni con me? Ti riporto a casa».
«Non voglio ritornare a casa».
Gli occhi di Dean lampeggiarono. «E invece ci vieni!» Afferrò Polly per un polso e la trascinò con forza fuori dal camper.
«Lasciami andare!»
«È l’ultima cosa che ho intenzione di fare. Questo è il mio lavoro, okay? Trovare persone scomparse. Mi è stato chiesto di riportarti a casa ed è quello che farò».
Polly continuò a dimenarsi, alzando nuvoloni di sabbia a ogni passo, fino a quando non ebbe più le forze per lottare. «Chi te lo ha chiesto? Per chi lavori?»
«Il mio capo» rispose Dean.
La cabina metallica comparve davanti a loro come un miraggio. «Ora busso ed entriamo, e tu starai calma al tuo posto» spiegò Dean asciugando il sudore dalla fronte con un lembo della maglietta.
All’interno della cabina, spoglia e asettica, c’era una temperatura gradevole. «Bentornato» disse la donna nuda sorridendo.
«Eccola qua» rispose Dean. «Missione compiuta».
«Sei stato bravo, nonché rapido».
«Ho rischiato la pelle» si lamentò Dean. «Questo nel contratto non era previsto».
«Be’, sei al nostro servizio e devi accettare qualunque incarico».
«Ma non lo meritavo».
«Forse» ridacchiò la donna.  «Ora sai cosa devi fare. Baciala».
Dean guardò Polly che a sua volta osservava disgustata la donna nuda. La ragazza cercò di aprire la porta della cabina metallica per fuggire ma fu inutile. Dean afferrò Polly per le braccia spingendola verso la parete. Riassaporò il gusto del sangue, il morso e il bacio della donna nuda. Gli occhi di Polly si spensero.
Quelle labbra erano gelate e viscose. L’atto appassionato trasformò la cabina in un vortice di materia scura. Dean interruppe il bacio con Polly, rendendosi conto che la ragazza era sparita. La donna nuda svanì poco dopo lasciando impressa nell’oscura sostanza un sorriso maligno. Dean, impietrito, non ebbe modo di reagire, risucchiato dalla materia nera con l’intera cabina.
Il risveglio portò a Dean fitte acute di dolore. Non poteva muoversi. Legacci stretti alle caviglie e ai polsi lo tenevano fermo a letto, un letto d’ospedale, lo stesso delle ultime quattro settimane. Per un attimo ebbe la sensazione di sentire i latrati dei cani giganti, le catene, l’odore forte delle sostanze chimiche. Ma i latrati e le catene erano i cigolii sordi del suo letto che veniva spinto in avanti e l’odore quello della sala operatoria.
«Signor Bowen, è pronto?» Un uomo con un grembiule verde parlò a Dean; anche dietro la mascherina da chirurgo riuscì a riconoscerlo.
«Pronto» rispose Dean. «Dottore?»
«Dica, signor Bowen» rispose l’uomo preparando una siringa. C’erano altri dottori intorno, Dean li sentiva, come segugi infernali pronti a sventrarlo con pinze e altri attrezzi d’acciaio.
«Non merito tutto questo».
Il dottore abbassò la mascherina. «Nessuno lo merita, signor Bowen. L’ospite – chiamiamolo così – all’interno del suo cervello è uguale a qualunque altra malattia a questo mondo. Nessuno lo merita, su questo saremo entrambi d’accordo. La paura, signor Bowen, è lei a indovinare cosa meritiamo, se glielo lasciamo credere. Cerchi di stare calmo, Dean. Questa è la sua missione più importante».
La siringa penetrò la pelle con estrema lentezza. Dean chiuse gli occhi per l’ennesima volta, il tempo necessario per chiedere scusa a Polly per quel bacio rubato.

mercoledì 6 novembre 2013

Thor: The Dark World

Ritornare da Lucca Comics & Games è sempre uno shock. Passare da giornate intensissime e sfiancanti a... le solite cose. 

Trovo il tempo per spendere due parole su Thor: The Dark World visto prima di partire per la Toscana. Avrei dovuto vederlo lì a Lucca - evento clou della sezione Movie del festival - ma cogliendo un'occasione al volo l'ho guardato prima della trasferta ed è stato meglio così. 
Poco da dire, sostanzialmente. Un sequel che non mi ha entusiasmato più del necessario; prosegue senza grosse sorprese la Fase Due Marvel Studio - iniziata con il modesto Iron Man 3 - dopo l'ormai leggendaria "battaglia di New York" vista in The Avengers.

Thor ritorna. Deve salvare la Terra e i Nove Regni da un antico nemico. Per sconfiggere 'sto muso lungo (il "perfido" Malekith) chiede aiuto a Loki "belli capelli", temporanea alleanza che diventa uno dei punti focali di questo sequel. 

Il film di Alan Taylor non brilla certo per inventiva. Il soggetto è semplice, come da copione; quella semplicità imbarazzante che lascia la sensazione di incompiuto. Alcuni passaggi nella sceneggiatura, soprattutto nella prima mezz'ora, risultano veramente troppo veloci e posticci. C'è qualcosa che non funziona e le domande sorgono spontanee... ma, ehi! è pur sempre uno show Marvel. 
Nemmeno un paio di colpi di scena piazzati qua e là salvano la faccia al terzetto di sceneggiatori (tali Christopher Yost, Christopher Markus e Stephen McFeely), i quali ci mettono tanta buona volontà, ma in fin dei conti anche i bambini sanno che Loki fa solo il burlone e non sta davvero aiutando Thor.

Il personaggio interpretato dal buon Tom Hiddleston ormai è una specie di fantoccio, figo sì, ma come mi faceva notare qualche giorno fa un amico, entrato nel pieno giro dei cattivi disneyani, "costretti" a impersonificare il male facendo ridere.Tant'è vero che è diventato un idolo delle folle, anche protagonista di tante fan art gaye con il fratellone biondo. 
Eppure il film sembra decollare proprio con l'entrata in scena di Loki (dopo una buona mezz'ora), in azione per sostenere il piano di Thor, per la terza volta interpretato da un discreto Chris Hemsworth.

Niente, senza troppe emozioni si arriva fino alle scene dopo i titoli di coda (sono due) paradossalmente soddisfatti. C'è almeno una scena che vale da sola tutto il film, più altri siparietti apprezzabili dai più. Niente da segnalare per il comparto tecnico, se non alcuni concept e azioni che sembrano copiati e incollati senza troppi complimenti da Star Wars.

In definitiva, tirando le somme e chiudendo un occhio, Thor: The Dark World mi ha comunque divertito e intrattenuto.

Irrilevante, come sempre, il 3D.

martedì 22 ottobre 2013

DRC in versione digitale

Comunico l'arrivo di DRC in versione epub. 

In attesa della versione inglese di Dark Rock Chronicles per DieGo Publishing, arriva la versione digitale del romanzo pubblicato da Plesio Editore; lo trovate sul sito qui. Per chi preferisce la versione cartacea il libro è sempre disponibile sul sito qui e nei principali store online (Amazon, IBS...) 




lunedì 14 ottobre 2013

Ritorna la Book Night Moon


Dopo l’entusiasmante esperienza della Book Night Moon svoltasi nella notte tra l’1 e il 2 giugno di quest’anno che ha chiuso Il maggio dei libri, lo staff di Diario di Pensieri Persi propone una nuova notte dedicata alla lettura: in occasione del quarto compleanno di Diario, il 19 ottobre la Book Night Moon riapre i battenti. La partecipazione massiccia di tanti lettori entusiasti, i ringraziamenti alla fine dell’evento e le sollecitazioni da parte di molti utenti, ci hanno spinto a organizzare un nuovo evento notturno per riunire nuovamente i lettori che, come noi redattori, amano visceralmente le belle storie, i libri e tutto il mondo fatto di parole e aneddoti che vi ruota attorno.

La Book Night Moon è una Notte bianca per lettori, una notte in cui è possibile discutere di libri, letture, autori e romanzi più amati con persone che condividono la stessa passione. E' sufficiente partecipare all'evento su Facebook - qui - e fare due chiacchiere virtuali mentre si legge un libro (se ci riuscite).
La data prescelta è una giornata particolare: il 19 ottobre festeggeremo infatti il quarto compleanno del blog e Diario ha deciso di rifarsi il trucco e tornerà presto online con una nuova veste grafica e contenuti rinnovati. Invariate le firme amate dai lettori e lo stile che ci ha contraddistinto in questi anni. La Book Night Moon sarà quindi un'occasione speciale per celebrare con i nostri lettori il lavoro fatto finora e, soprattutto, un'occasione per ripartire sotto i migliori auspici. Per festeggiare il compleanno di Diario, inoltre, lo staff ha deciso di regalare due fantastici doni a due tra i partecipanti attivi durante la serata. Per altri dettagli non vi resta che partecipare!
L'evento nasce e si sviluppa sul web è avrà una durata di 6 ore, dalle 21.00 del 18 ottobre alle 03.00 del 19 ottobre, dove in un unico luogo virtuale ci si potrà incontrare per parlare della comune passione per la lettura. Per partecipare è sufficiente andare sulla pagina Facebook dedicata all'evento e invitare i propri amici. Come ogni festa ben riuscita, “più siamo meglio è”!

Il sito di Diario: qui.

martedì 1 ottobre 2013

Goodbye Breaking Bad [NO SPOILER]

Vorrei scrivere un lungo commento approfondito, ma non ne ho voglia e non ha senso visto che non lo leggerebbe nessuno.
Breaking Bad mi è piaciuto, mi è piaciuto tantissimo (alcuni lo avevano già intuito, mi pare). Per salvaguardare la mia salute e per evitare spoiler (i troll che beffardamente spifferano il finale si stanno moltiplicando come gremlins) ho visto le ultime sei puntate sottotitolate, e per questo ringrazio di cuore tutti quegli invisibili Umpa Lumpa che condividono e soprattutto traducono le serie TV. Grazie, davvero, siete eccezionali).

Dicevo, BB mi è piaciuto un sacco. Una serie che non ha mai toppato e che si è mantenuta ad altissimi livelli dall'inizio alla fine. Chapeau a Vincent Gilligan e a tutto il cast. Immenso Bryan Cranston, anche se lo ricorderò più per quello stupido, folle padre che era in Malcolm in the Middle

Ora tornerò a dedicarmi alla cucina. Ricordate la mia dolce meth? qui. YO!

giovedì 26 settembre 2013

Agents of Shield, il pilota

O più pomposamente Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.
Ne avevate sentito parlare? Probabilmente sì. È la prima serie televisiva live action della Marvel. Dopo tanto parlare è andato in onda l'episodio pilota in America. I primi giudizi in rete sono decisamente positivi. L'ho visto anch'io e non posso che concordare con le prime impressioni. Un buon debutto. 

Questa serie - che potrebbe sembrare uno spin-off ma non lo è - si collega direttamente ai chiacchieratissimi "fatti di New York", la battaglia vista in The Avengers che ha radicalmente cambiato la realtà fittizia rappresentata nell'universo Marvel al cinema. I collegamenti con il film di Joss Whedon sono ovviamente evidenti; Agents of Shield fa eco al film, ma dà subito l'impressione di voler essere del tutto indipendente... di camminare con le sue gambe, insomma. Come giusto che sia.

Nel cast, gli anelli di congiunzione tra grande e piccolo schermo sono rappresentati da Cobie Smulders (di nuovo nella tuta di Maria Hill) e dall'attesissimo Clark Gregg ritornato nei panni del simpatico agente Phil Coulson dopo la finta morte architettata da Nick Fury (non accusatemi di spoiler perché 'sta cosa la sanno pure le pietre). 
L'anima della serie è Joss Whedon, ideatore e produttore (assieme ad altri grandi, come Jeph Loeb), che ripropone nelle tematiche Marvel il suo proverbiale spirito ironico.

Questo pilota - con una microtrama autoconclusiva ma che dà il là al soggetto dell'intera serie, con diversi spunti che vedranno sviluppo con il proseguio - racconta di come lo Shield abbia deciso di (im)porsi sulla società successivamente all'attacco alieno di New York, salvaguardando la popolazione da notizie e avvenimenti tendenzialmente ancora inadatti al dominio pubblico. Le classiche missioni da agenti segreti salgono così di livello, cambiano. E qui entra in scena uno dei nuovi personaggi protagonisti, tale Grant Ward (Brett Dalton), assoldato dallo Shield per lavorare a questi casi straordinari. A completare il quadretto, un'ammiccante hacker (Chloe Bennet) e due giovani esperti di tecnologie (Iain De Caestecker e Elizabeth Henstridge). 

L'ambientazione e gli effetti visivi non hanno nulla da invidiare alle più grandi produzioni. Non ci sarà l'elivelivolo né i piani sequenza spettacolari ammirati in Avengers, ma le attrezzature in dotazione e gli effetti speciali non sfigurano (in una serie ad alto budget come questa i soldi fanno la differenza).
 
Non mancano le chicche, le battute particolari e le citazioni.
La prima mi ha convinto, aspetto con impazienza di vedere le altre.


sabato 21 settembre 2013

Dark Rock Chronicles... UK - La cover

Ci siamo quasi. Dark Rock Chronicles prossimamente vedrà la luce anche in versione inglese, pubblicato da Diego Comics Publishing.

The countdown has started: soon Dark Rock Chronicles will be on sale online and book stores both paperback and hardcover. Meanwhile have a preview of the cover. You may read the first chapter for free at www.diegopublishing.co.uk. Happy reading.

La cover inglese



 Matt, Axl, Duff and Saul live in a universe where rock music is the center of everyone's daily life. Their dream is to become a professional rock band, unfortunately for them they have no money for proper equipment and not only that, they lack the necessary experience. On a day like any other, their attempt to make it big, is crushed due to a failed robbery, a mysterious house and a psychologically disturbed demon. This creature then forces Matt and the others to participate in the Rock Warriors Tournament, a legendary and bloody competition where musical instruments become weapons and where dragons, crazy metal-heads and dirty hits are permitted by the Tournament Regulation!

martedì 17 settembre 2013

E all'improvviso... niente

Il titolo del post è il titolo di un racconto che appassionatamente ho seguito su THe iNCIPIT, la piattaforma di racconti interattivi; ne avevo parlato qui a proposito dello spin-off su Dark Rock Chronicles.

THe iNCIPIT è una bella realtà. Il gruppo che gestisce il sito si muove bene e gli autori che partecipano alla community sfornano storie che vale la pena di leggere. Ne voglio segnalare una in particolare; il racconto che dà il titolo a questo post è stato uno dei più letti e apprezzati dai lettori, tanto che è finito dritto dritto in una microcollana ebook completamente gratuita. 

E all'improvviso... niente, diventa così un libro digitale confezionato ad hoc per i lettori che non hanno avuto modo di partecipare ai giochi (ricordo che su THe iNCIPIT i lettori hanno il potere di decidere il corso degli eventi) o per chi, come me, vuole rileggerlo e goderselo su reader. 

L'autore, Le bricoleur de cigarettes, è un tipo che sa il fatto suo. Molti lettori, leggendo la storia a puntate, hanno trovato riferimenti di stile tipici di Quentin Tarantino. I sono tra quelli, ma c'è dell'altro, ovviamente. Il tono grottesco e demenziale è solo uno degli ingredienti che compongono questo bel racconto che vi consiglio di scaricare dal sito. 

La scheda di E all'improvviso... niente la trovate: qui.

Che altro aggiungere? Buona lettura, e complimenti ancora a Le bricoleur, autore che continua a bazzicare THe iNCIPIT raccontando altre storie...

martedì 10 settembre 2013

Lunatica 2013, il giorno dopo

Finita una bella e sostanzialmente positiva quarta edizione di Lunatica.
Questa settimana cercherò di recuperare le forze. Sono stati mesi caldi, sotto molti punti di vista. Lavoriamo da giugno senza sosta. L'evento è stato messo su in circa due mesi e mezzo, da quando abbiamo avuto ufficialmente una nuova location (Lecce) e da quando abbiamo capito che Lunatica si sarebbe fatta anche quest'anno. Non potersi muovere con largo anticipo rispetto alle passate edizioni non ci ha permesso di rifinire alcuni aspetti ma ora, dopo il finesettimana appena trascorso, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Lunatica è andata alla grande, nonostante tutto, e ha contagiato tanta gente. 

Nei prossimi giorni pubblicheremo notizie più approfondite e comunicati riguardo il futuro della manifestazione. 

Da ieri fioccano gli album fotografici. Potete trovare foto e commenti sulla nostra pagina Facebook (qui) e nel nostro gruppo (qui). 

Con Giordana Gradara (Plesio) e Stefano Andrea Noventa (autore)

E Lunatica è stata anche l'occasione per un'altra presentazione di Dark Rock Chronicles. Ringrazio i presenti, chi ha seguito la chiacchierata e chi ha interagito con domande e ovviamente un grazie particolare a Plesio Editore, per la prima volta a Lunatica. I prossimi appuntamenti con DRC saranno a ottobre, un paio di presentazioni che presto avranno anche una data ufficiale. 

Grazie a Francesco Falconi e alla sua Musa, anche lui per la prima volta a Lunatica. Grazie a tutti, per la presenza, le donazioni, per essere rimasti con noi anche questa volta, fino alla fine.


Presentazione di Muses - La Decima Musa, con Francesco Falconi

giovedì 29 agosto 2013

Dark Rock Chronicles a Lunatica 2013



Solo per ricordare che Dark Rock Chronicles sarà presente a Lunatica 2013 allo stand Pledio Editore e verrà presentato domenica 8 settembre alle ore 11:30 dalla direttrice Giordana Gradara. Verrà anche presentato uno degli ultimi titoli della casa editrice, L'Ultimo Khama di Stefano Andrea Noventa. A seguire, presentazione di Storie di Confine, antologia di beneficienza a cura dell’ass.culturale Terre di Confine, introdotta dal curatore Stefano Andrea Noventa. 

Potete dare un'occhiata al programma di Lunatica: qui
Fumetti, workshop, cosplay, videogames, giochi, presentazioni editoriali, concerti, ospiti e tanta altra roba. Ce n'è davvero per tutti i gusti!


Ci vediamo a Lunatica, 7 e 8 settembre, Manifatture Knos, via vecchia Frigole 34, Lecce. 

martedì 27 agosto 2013

Kick-Ass 2, quello che ho visto io

Finito di vedere ora e voglio subito commentarlo. Mi spiace di non aver fatto prima, di aver saltato l'anteprima, ma meglio tardi che mai.

Kick-Ass 2 è un gran film. Mi ha sorpreso un sacco, nonostante conoscessi già la trama (se vi interessa, ho commentato il fumetto qui, qui, qui e qui). Sorpreso perché è un prodotto che definirei con un solo aggettivo: coraggioso. Wadlow (regia e sceneggiatura) ha saputo rispettare e rispecchiare il fumetto di Mark Millar e Romita Jr.; non una cosa scontata, considerando una marea di incognite/rogne in ballo, tra cui l'eccessiva violenza da riportare sullo schermo e le battute volgari (e mettiamoci anche le finte girate di culo di Jim Carrey). 

Il Kick-Ass che ho visto io è un film che funziona e diverte dall'inizio alla fine. Il grottesco, l'assurdo e l'eccesso vengono mostrati e narrati come giusto che sia, con criterio, rispettando, mi ripeto, l'opera originale su carta. Tutto questo l'ho apprezzato tantissimo, è la forza che sostiene il film. Il tocco commerciale c'è, ma non disturba.

Prevedevo una pellicola Hit-Girl centrica, ma niente di tutto ciò... e meno male! Interessante lo sviluppo e la crescita del personaggio, con le dovute reinterpretazioni e scene riscritte, ma Mindy non ruba di certo la scena a Dave/Kick-Ass. Ognuno ha il suo spazio, compresi i personaggi secondari.

Il film di Jeff Wadlow è un film schietto, per fortuna non deturpato da eccessiva censura.
Dopo gli strafalcioni del primo film la traduzione italiana non risente di scelte discutibili: niente cactus equivoci, questa volta, ma volgarità con annessi cazzi e stracazzi. (Ma se capiterà lo riguarderò in lingua originale). 

Per il resto, tutto scorre che è una meraviglia. Buone le interpretazioni dell'intero cast, complessivamente molto ispirato. Anche Jim Carrey nel ruolo del Colonnello Stripes fa la sua porca figura.
Gran lavoro anche nel montaggio, fotografia e colonna sonora (che sto ascoltando in questo momento, mentre scrivo. Figa). E che scene d'azione!

Così, il decantato Millar World ha sparato un altro bel colpo. Il progetto Kick-Ass è una creatura feroce che con questa seconda uscita al cinema si fa largo a morsi. 
Qualcosa però non l'ho gradita. La scelta di sottolineare, sfociando nel paradossale, che i supereroi veri non sono quelli in costume; forzatura servita per... cosa, pulire la coscienza?


Violento, eccessivo. Kick-Ass 2. 

Ah, il film l'ho visto in versione pirata. Mi spiace, ci tenevo tanto a vederlo al cinema, ma il multisala della mia città ha pensato bene di chiudere al momento meno opportuno (tipo verso metà luglio) e di riaprire esattamente il 21 agosto, eliminando dalla programmazione Kick-Ass 2 e qualche altro film. Buonanotte.




domenica 18 agosto 2013

Breaking Bad Cristal Meth, caramelle in stile Heisenberg


Ed ecco che improvvisamente questo blog si trasforma in un blog di cucina... per una ricetta molto particolare.

Aspettando le ultime otto puntate di Breaking Bad ho provato a realizzare la mitica blue sky di Heisenberg/Walter White. Tutto è nato per caso, da una foto trovata in rete di alcuni cupcakes in stile Breaking Bad, decorati con cristalli di meth. Una volta scoperte e consultate attentamente le ricette dei fan americani ho pensato di provare; il procedimento è semplice, ma necessita di qualche attenzione. Il risultato finale è sbalorditivo, e se ho capito bene queste candy rock (che altro non sarebbero che caramelle dure) vengono utilizzate anche come oggetto di scena nella serie tv.

Ma bando alla ciance. Voglio condividere con voi questa ricetta, quindi passo subito alla lista degli ingredienti e degli strumenti da utilizzare. Per preparare le Candy Rock Cristal Meth occorrono:

- 120 ml di acqua
- 246 gr di sciroppo di glucosio
- 400 gr di zucchero
- Colorante alimentare (consigliato in gel) di colore blu
- un pentolino
- teglia da forno
- carta forno
- un termometro da zucchero (o da cucina)
- martello e/o batti carne

La difficoltà iniziale è stato capire le dosi esatte da utilizzare. Nelle ricette americane l'unità di misura convenzionale è il cup (tazza). In rete esistono diverse tabelle di conversione da cup a ml; tra l'una e l'altra ci sono delle differenze di qualche millilitro (o grammo). Ho così arrotondato utilizzando le dosi riportate sopra. 

Procedimento
Versare in un pentolino lo zucchero, l'acqua e lo sciroppo di glucosio (curiosità: nelle ricette originali usano il corn syrup, ovvero lo sciroppo di mais. Ma siccome è difficile da trovare va benissimo usare lo sciroppo di glucosio!)

Iniziare a far riscaldare il composto su fiamma medio-alta, fino a quando lo zucchero non si scioglie. Mescolate con un cucchiaio assicurandovi che non si formino grumi, soprattutto sui bordi del pentolino (in tal caso, se siete perfezionisti, potete aiutarvi anche con un leccapentole).
Una volta che lo zucchero si è sciolto continuate a riscaldare il composto. E qui entra in gioco il termometro. Non sono riuscito a trovarlo subito, vi consiglio di andare a cercare nei negozi specializzati, io l'ho trovato lì, uno digitale, altrimenti Amazon è una buona alternativa. 

Senza più preoccuparvi di mescolare, inserite il termometro nel pentolino per misurare la temperatura del caramello che lentamente arriverà a bollire. Continuate a monitorare la temperatura, fino ad arrivare esattamente a 140 °C (circa 285 F°). Questa parte è fondamentale. Le prime prove le ho fatte senza termometro e il caramello non si è indurito abbastanza. In termini di tempo, ho riscaltato il composto per circa 25 minuti. Affidatevi comunque al termometro, è la cosa migliore. E tenete a mente che se fate riscaltare troppo, il caramello si brucerà e assumerà una colorazione scura, compromettendo quindi la colorazione con il gel.

Una volta raggiunti i 140 C° togliere il pentolino dal fuoco. Vedrete delle bolle, TANTE bolle! e un leggero profumo di zucchero filato inebrierà le i vostri sensi... 
Aspettate qualche minuto, fino a quando le bolle non saranno del tutto sparite. Se avete eseguito  correttamente la procedura il caramello dovrebbe assumere una colorazione tendenzialmente trasparente, o leggermente ambrata. 

Ora potete aggiungere una goccia o due (a seconda della sfumatura che volete dare alla vostra meth) di colorante alimentare gel e un'essenza/estratto di quello che vi pare (limone, fragola, frutti di bosco, alici sotto sale, cerume...)

Amalgamate per bene il composto con il cucchiaio. Quando tutto il caramello sarà colorato, colate nella teglia (precedentemente rivestita con un foglio di carta forno bagnato con una goccia d'olio. In America usano lo spray antiaderente ma io non l'ho trovato quindi... olio! spalmandolo con un foglio di scottex). 

Facendo attenzione a non bruciarvi (il caramello avrà più o meno la stessa temperatura del magma) colate senza perdervi in chiacchiare. Il composto fa presto a solidificare, quindi fate in fretta! Se nel pentolino dovessero rimanere attaccati residui rimettete sul fuoco facendo bollire dell'acqua; il calore scioglierà i il caramello indurito e il pentolino sarà salvo! 

Ora avete la vostra bella lastra di metanfetamina. Forte, eh? Lasciatela raffreddare completamente per mezz'ora (anche di più se siete pazienti), dopodiché sarete pronti per l'ultima parte del procedimento, la più divertente. Martello alla mano spaccate il caramello formando i vostri bei cristalli. Siete appena entrati nel magico mondo di Heisenberg! Fatevi prendere dall'eccitazione, colpite forte e aiutatevi con il batti carne, se necessario. Sentirsi appagati fa parte del procedimento, yo!

Spezzati i cristalli, conservateli in delle bustine trasparenti con zip o in dei recipienti in plastica (consiglio vetro se siete in estate). Perfetto, ora che sapete come cucinare la metanfetamina al caramello potete sfidare Heisenberg, oppure semplicemente offrire qualche bustina ai vostri amici, sottolineando che NO, non siete dei tossici né spacciatori. Non si sa mai.

Io l'ho trovato divertente. Spero di aver descritto tutto per bene, per qualsiasi dubbio sono a disposizione. Nel frattempo vi saluto, dandovi appuntamento il 7 e l'8 settembre a Lunatica (Lecce, Manifatture Knos) con la proiezione del primo episodio di Breaking Bad e molte altre cose! Porterò un po' della mia roba.



(Il risultato finale)

giovedì 8 agosto 2013

Vampiri, Supereroi e Maghi di Antonella Albano

Metafore e percezione morale nella fiction fantastica. Disponibile dal 1 agosto il saggio di Aracne Editrice.

È disponibile dal 1 agosto il saggio pubblicato da Aracne Editrice Vampiri, supereroi e maghi: metafore e percezione morale nella fiction fantastica, di Antonella Albano

Saggio divulgativo, Vampiri, supereroi e maghi approfondisce le più attuali tematiche dell'universo fantasy contemporaneo legate a The Vampire Diaries, Harry Potter, Il Signore degli anelli, Buffy the Vampire Slayer, che vengono confrontati  e interpretati con la conoscenza che può derivare solo dalla passione.

Il saggio è già ordinabile online e in libreria.

Sinossi:
Vampiri luccicanti o famelici, maghi piccoli e occhialuti o maestosi e con lunghe barbe bianche, intrepide cacciatrici di demoni e piccoli hobbit con grandi cuori popolano libri, film e serie televisive. La narrativa fantastica è sempre esistita fin dai tempi del mito, ma forse proprio nei periodi difficili riemerge più potente a interpretare un bisogno preciso. Dopo Tolkien il fantasy ha stregato tanti, in questa nostra seriosa società razionalista, nonostante alcuni non vogliano ancora ammettere questa seduzione. Perché abbiamo bisogno di vampiri, maghi ed eroi? Harry Potter, Twilight, Buffy the Vampire Slayer e The Vampire Diaries raccontano storie affascinanti ad adolescenti e non, fra triangoli amorosi e lotte senza quartiere. Il fantastico, nelle nuove forme narrative seriali, avvince e coagula comunità appassionate, genera percezioni morali condivise e costituisce una sorta di laboratorio filosofico virtuale che esige la nostra attenzione tutta intera, aperta e simpatetica.

Vampiri, supereroi e maghi.
Il fantasy ci pervade attraverso la fiction. 
Perché ne siamo tanto affascinati?

Che cosa cerchiamo nel fantastico? Con la scusa di fuggire e sognare, cerchiamo madri e padri che non ci schiaccino né ci ignorino, guide per i nostri percorsi, famiglie che ci abbraccino col senso di appartenenza, amori che non deludano, passioni che travolgano, ideali che non marciscano, valori per cui combattere che ci vedano eroi e non personaggi temporanei su una scena che ci dimenticherà presto, come vuole ormai il senso comune. Le storie che seguiamo ci costruiscono e/o costituiscono un’evasione. È impossibile comprendere in che percentuale avvenga il primo fenomeno o il secondo, di certo i personaggi con cui veniamo in contatto ci lasciano qualcosa. 


Biografia:
Antonella Albano, classe 1962, si è laureata in Lettere classiche e insegna nella scuola superiore di Taranto. Ha sempre avuto un debole per le storie, soprattutto quelle che implicassero un massiccio uso della fantasia. Da qualche anno scrive per il web articoli sulle serie televisive, in particolare per il blog Diario di Pensieri Persi (www.diariodipensieripersi.com). Per Urban Fantasy (www.urban-fantasy.it) e TVD Italia (www.moonlightitalia.com/vampirediaries/) scrive commenti settimanali sugli episodi di True Blood, Once Upon a Time e The Vampire Diaries.

Pagine: 188
Formato: 14 x 21
Data pubblicazione: Agosto 2013
Editore: Aracne Editrice
Collana: Contemporagni
Euro: 13,00 €
ISBN: 978-88-548-6243-2
Booktrailer ufficiale: http://youtu.be/uOl5Gwk8X2k
Estratto: http://www.narrativaracne.it/pdf/9788854862432.pdf

Segui Antonella Albano su Facebook:  https://www.facebook.com/antonella.albano.31
e su Twitter: https://twitter.com/shadowcat62

La cove del libro è a cura di Petra Zari.


giovedì 1 agosto 2013

Rientrato dalle vacanze. 
Ora, cercando di non farsi prendere troppo dalla tristezza e dal panico, si ricomincia. Ma è chiaro che non so da dove. Quindi perché non iniziare scrivendo questo post inutile? Ecco.

Sapere di avere un botto di roba da fare e da smaltire è il primo ostacolo da superare per riprendere la routine. E come si supera? Iniziando, ovvio, evidando di farsi domande del tipo "e ora da dove comincio?" 

Quindi da dove comincerò (dopo aver finito con questo inutile post)? 
Non lo so ancora. Devo riprendermi.

lunedì 1 luglio 2013

Credo nei fantasmi

Ebbene sì, sono ancora un po' scosso. Ho rinunciato fin da subito a dare una spiegazione, perché da subito mi è sembrata una cosa fuori dall'ordinario. 

Credo proprio di aver avuto un incontro ravvicinato con un fantasma; questa mattina, una giornata come le altre. 
Parto per alcuni giri. Arrivato a destinazione scendo, sistemo e lego la bici. Quando alzo lo sguardo noto una macchina che NON doveva assolutamente essere lì. 
Perché il luogo dello straordinario evento era un vicolo stretto, accessibile al massimo da bici e motorini, e chiuso da entrambi i lati da grosse e pesanti aiuole alte mezzo metro, di cemento, bloccate nell'asfalto. Ora, io inizio a camminare per la mia strada, avvicinandomi all'auto, incredulo. Al volante trovo un signore impacciato che tenta di fare manovra. Il tale, vedendomi, abbassa il finestrino e chiede "scusi, ma da qui come si esce?". 
Lì per lì la prima cosa che ho pensato è stata: "okay, questo mi sta prendendo bellamente per il culo". Il secondo pensiero invece: "come stracavolo ha fatto a entrare!?". 
Aprendo e chiudendo la bocca come un pesce fuor d'acqua e allargando le mani ho lasciato il tizio al volante. Il tempo di completare la mia commissione (tempo stimato trenta secondi, orologio alla mano), uscire di nuovo e... non trovare più il tizio al volante. La macchina era sparita! 

Doveroso specificare che: 
 - La stradina non ha altri accessi. È impossibile che un auto, anche piccola, riesca a entrare e uscire
 - Non ci sono garage agibili
 - Non ci sono rampe mobili

Ci sono rimasto malissimo, sia prima che dopo la sparizione. Prima perché era stranissimo vedere una macchina lì, e poi perché... bè, era sparito in meno di trenta secondi, giuro. 
Continuerò a non pensarci, o almeno ci proverò, perché, davvero, non esiste una spiegazione razionale.

Ho la prova dell'esistenza dei fantasmi. E voi? 

giovedì 20 giugno 2013

Lunatica 2013

Bene, ci siamo. Anche quest'anno Lunatica si farà. Dopo tante vicissitudini, si farà. 



L'associazione culturale Ma.Di.Ma è lieta di invitarvi alla quarta edizione di Lunatica, prima fiera del fantasy del Sud Italia, che tornerà anche quest'anno proponendo incontri con scrittori e fumettisti, tornei, workshop dedicati all'illustrazione e al fumetto e gare Cosplay, offrendo in via del tutto eccezionale la possibilità di cimentarsi con lo sport dei maghi per eccellenza: il Quidditch!

L'appuntamento è per il 7 e l'8 settembre a Lecce, presso le Manifatture Knos (qui la mappa). 
Prossimamente verranno svelati i primi dettagli sul programma previsto per la due giorni dedicata alla fantasia, con un'attenzione specifica per le situazioni di disagio sociale che il gioco può alleviare. 

Nel frattempo vi invitiamo a visitare la pagina dedicata all'evento su Facebook (LUNATICA 2013)
E la pagina dedicata al Cosplay Contest che si terrà l'8 settembre (COSPLAY CONTEST)

Per restare in contatto con la Luna Rossa:
 
 
Presto il programma ufficiale.
Vi stiamo già aspettando!