lunedì 31 dicembre 2012

Chiusura contest DRC e auguri

E arriviamo all'ultimo dell'anno. Ma niente bilanci, né oroscopi né altre amenità. Siamo qui riuniti...

... per chiudere ufficialmente il contest natalizio Dark Rock Chronicles! Avete partecipato? Sono le 12:00 del 31 dicembre e tutto va bene. Il vincitore sarà decretato nella prima settimana di gennaio, e sempre qui su The Wall, ne riporteremo il nome. Il vincitore sarà pregato di inviare i propri dati per mail (niente di più che un recapito postale) in modo da ricevere il premio, ovvero una copia del libro Plesio Editore. Riporterò il contatto mail a cui scrivere assieme al nome del fortunato, o fortunata. 

Detto questo, tanti auguri e buon anno! Ci risentiamo a gennaio.

lunedì 24 dicembre 2012

Tanti auguri alle persone buone

Il doodle di oggi
Approfitto di questi minuti a disposizione per scrivere anche qui i miei più sinceri auguri di buone feste, a chi è stato buono e li merita. È la vigilia di Natale, mi ritrovo per forza di cose a dover fare l'ultimo regalo. Devo proprio; ovviamente lo faccio con piacere, quindi tra un po' uscirò nel freddissimo inverno della mia Terra di Mezzo (13° temperatura esterna) e compirò l'impresa. Non ho mai provato l'ebbrezza della corsa ai regali dell'ultimo minuto. È un'esperienza nuova. Spero di uscirne indenne.

Poi. A quanti hanno chiesto di Dark Rock Chronicles, di un possibile seguito, di spin-off e cose del genere, rispondo che non sto scrivendo nulla su DRC, almeno per il momento. Prendo un appunto e ci penserò per l'anno nuovo. 
Intanto ricordo che il contest per vincere una copia del libro è ancora attivo; per partecipare c'è tempo fino al 31 dicembre alle ore 12:00. Trovate tutte le informazioni: qui. LET'S ROCK!


Un caro saluto, e ancora buone feste! (anche da parte di Matt, Duff, Axl, Saul, Megan e Charlotte Michelle! Dài, anche da parte del demone psicopatico...)

venerdì 14 dicembre 2012

Lo Hobbit, un viaggio inaspettato o parte I

L'ho visto ieri sera. Normalissima proiezione 2D senza l'artificio dei 48 FPS. Mi sarebbe piaciuto guardarlo con il supporto di questa nuova tecnologia, ma in tutta la mia Terra di Mezzo l'unico cinema predisposto era troppo lontano. Quindi fanculo a tutti i 48 fotogrammi per secondo.

Il film mi è piaciuto. Lo rivedrei volentieri, ma probabilmente non lo farò. Ho scritto un'umilissima recensione per il sito di Lunatica. La riporto per esteso qui, ma potete trovarla anche qua nella sua fonte originale. 
 
Più erbapipa per tutti, ci vorrebbe.Già. 



Dopo tanta attesa Lo Hobbit: un viaggio inaspettato è finalmente arrivato nei cinema. Primo film di tre previsti (La desolazione di Smaug e Andata e ritorno saranno gli altri due), Un viaggio inaspettato ripercorre le avventure del giovane hobbit Bilbo Baggins raccontate ne Lo Hobbit, romanzo scritto da J. R. R. Tolkien a cui il film di Peter Jackson si ispira, pubblicato nel 1937.

Come si poteva immaginare, la sceneggiatura ha rispettato tutti i canoni del caso, nel senso che, più della fedeltà al libro (che comunque rimane su buoni livelli), è stata rispettata per forza di cose l'esigenza di mantenere forte il legame con la trilogia cinematografica del Signore degli Anelli, con annessa didascalica introduzione alla storia. Giusto e preventibabile. Ma anche i toni, troppo cupi in alcuni punti, hanno strizzato l'occhio alle sequenze della prima trilogia di Jackson; probabilmente non era il caso considerando le atmosfere meno pesanti e più scanzonate del romanzo Lo Hobbit, ma è andata com'è andata. Nulla di preoccupante (per alcuni), ma per i "vendicativi" puristi tolkeniani la faccenda dovrebbe essere diversa. Lasciamo a loro giudicare. 

Il legame con la trilogia del Signore degli Anelli, appunto. È palese, scontato, imprenscindibile.Ma tutto fila. L'anima del libro di Tolkien è stata evidentemente trattata con i dovuti criteri e la giusta dose di passione per un'opera tanto importante e conosciuta. Licenze e stravolgimenti ce ne sono, ma sempre pensate e realizzate per incrementare l'impatto visivo ed emotivo, arricchendo così anche la pellicola delle medesime sfumature presenti nell'opera originale. 

Lo Hobbit (primo film a essere proiettato in 3D a 48 fotogrammi al secondo, solo nei cinema predisposti) è tecnicamente validissimo, nonostante un uso eccessivo e a tratti ridondante della computer grafica. Ma anche in questo caso il lavoro è minuzioso, ricco di quella passione vista nei film sul Signore degli Anelli e conscia di quella esperienza. La Nuova Zelanda, luogo unico per la realizzazione di una credibile e affascinante Terra di Mezzo, è stata nuovamente la base perfetta per ricreare i mondi di Tolkien; la Weta Digital e Weta Workshop hanno implementato il tutto attraverso l'utilizzo della computer grafica e dei modellini in scala. Una Terra aspra, vivida, che ha trovato più spazio che nei tre precedenti film. Per quanto riguarda ancora il comparto tecnico, spiccano la meravigliosa fotografia di Andrew Lesnie e le inconfondibili melodie di Howard Shore, abile a riprendere alcuni dei vecchi temi portanti e crearne altri, allo stesso modo efficaci.
Lasciata la placida Contea non c'è un attimo di respiro. Le scene d'azione si susseguono a ritmi sfrenati e l'avventura prende lo spettatore letteralmente per mano conducendolo al fianco dei personaggi. A questo punto un passo indietro: i nani. Esteticamente non si avvicinano molto a come vengono descritti nel libro, ma bucano lo schermo. Stravaganti, rozzi e gran combattenti, i nuovi membri della compagnia tengono la scena in maniera impeccabile. Non c'è stato lo stesso spazio per tuti, almeno in queto primo film, in cui solo Thorin e Balin hanno più voce in capitolo degli altri. Di contro, dispiace per un doppiaggio italiano non sempre all'altezza. 
Cosa che non capita con Galdalf. Dopo la grave perdita di Gianni Musy, storico doppiatore dello stregone e del Silente cinematografico nei film diHarry Potter, aspettavamo con curiosità e preoccupazione il cambio di voce. Ed ecco Gigi Proietti, che non sarà mai Musy, certo, ma non lo fa rimpiangere. Quel tono inconfondibilmente caldo, sicuro, paterno e rabbioso quando serve... degno di Galdalf il Grigio. 

I ritorni e i cammeo. Frodo (Elijah Wood), il vecchio Bilbo (Ian Holm), Galadriel (Cate Blanchett), Elrond (Hugo Weaving). Buoni ed efficaci, sempre in parte e ispirati dalle astmosfere. Un ritorno anche per il "tesoro", l'Unico Anello, prima nelle mani di Gollum e successivamente in quelle di Bilbo. La creatura, trasformata dai poteri del maledetto ninnolo, è stato ispirato alle grottesche espressioni di Andy Serkis, che ha dato il suo contributo anche come aiuto regista. La parte in cui Bilbo incontra l'essere viscido e folle è memorabile. Una sequenza lunga, articolata, che vede i due hobbit (o meglio, un hobbit e un ex hobbit) battagliare verbalmente a suon di indovinelli. Scena diversa da come era stata impostata in un flashback de Il Signore degli Anelli, particolare che in questo caso non dà continuità tra le due trilogie. 

Maestoso. È l'aggettivo che meglio definisce Lo Hobbit: un viaggio inaspettato. Un libro di poco più di 300 pagine, ma suddiviso in ben tre film. Il proverbiale rischio annacquamento era dietro l'angolo ma Peter Jacksonnon ha risparmiato minuti preziosi neanche questa volta. La Terra di Mezzo, con i suoi personaggi e le sue storie, è ritornata sul grande schermo in tutto il suo splendore.

venerdì 7 dicembre 2012

Storie che si comprano, storie che si vendono

Mi chiedono quanto ho pagato per pubblicare Dark Rock Chronicles. La gente cade dalle nuvole quando rispondo che non ho sborsato un soldo! La cosa peggiore è che sono veramente in molti a credere che sia una cosa normale, pubblicare pagando. Normale come uscire ottanta centesimi per un caffè al bar, o che so altro. 

La faccenda è grave. Vuol dire che non solo c'è molta confusione in giro, ma che vengono diffuse teorie sbagliate, voci false spacciate per vere e vere e proprie truffe legalizzate. 

La Plesio Editore, casa editrice che ha pubblicato il mio romanzo, è un editore NON a pagamento. Oggi ho avuto l'ennesima dimostrazione della confusione di cui sopra e della gravità della situazione generale ben radicata, purtroppo, nella testa di molti. 

Com'è accaduto e accade tutt'ora con i guaritori in tivù. Stessa cosa. Quante persone ci sono cascate e hanno perso centinaia e centinaia di euro senza ottenere VERE cure? 

Ma lasciamo stare. Non voglio entrare in merito alla questione, né fare lezioni di etica e morale, anche perché c'è poco da aggiungere e l'EAP (editoria a pagamento...) non è certo una novità, almeno per alcuni. Scrivere queste righe mi è venuto spontaneo dopo lo scambio di battute avuto oggi. Quindi, porca trota, evitate di dare da mangiare a queste organizzazioni mafiose che altro non sono!

mercoledì 5 dicembre 2012

Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore

Suzy e Sam
Bene, l'ho visto. Meraviglioso!

Ultimo film di Wes Anderson (I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou), Moonrise Kingdom è uno dei migliori titoli di questo 2012. Il film è stato presentato lo scorso maggio in concorso al Festival di Cannes. Ha vinto il Gotham Awards, premio annuale statunintese alla miglior realizzazione indipendente.
In Italia non dovrebbe avere seguito. È uscito oggi. A quei pochi curiosi consiglio di andare a vederlo, dando prima una controllata al programma del vostro cinema: potreste non trovarlo in sala. 

La trama in breve. Anni Sessanta, isola di New Penzance, New England. Due ragazzini, Sam e Suzy (Jared Gilman e Kara Hayward), di dodici anni, decidono di fuggire insieme. L'amore li porterà a condividere piccole grandi esperienze nei boschi, accampati in una piccola tenda e in compagnia di un giradischi, un gatto (di Suzy) e diversi libri (sempre di Suzy). Ma gli adulti e il gruppo scout di cui Sam fa (faceva) parte iniziano a cercarli. Nessuno ha rispetto per loro, se non il capitano di polizia Sharp (Bruce Willis), forse l'unico vero salvatore della giovane coppia.

Wes Anderson ancora una volta tira fuori dal suo cilindro confezionato di drammaticità e amarezza una gran bella storia. Moonrise Kingdom è un'altra commedia drammatica, del medesimo filone ai quali aveva abituato gli spettatori. L'apatia e la tristezza dei personaggi si trasformano in poesia; protagonisti dalle storie un po' sopra le righe, caratterizzati da un background amaro, appunto, e dal velatissimo sense of humor, peculiarità di Anderson. Moonrise Kingdom è così. Sam e Suzy sono due dodicenni che per motivi diversi non amano la realtà in cui vivono; lui è orfano, lei scontenta della famiglia. Questa "fuga d'amore", tra gioie e dolori, è l'evento che cambierà (per sempre?) le loro vite. Vi è un'unica grande certezza: il sentimento. La loro storia travagliata metterà in luce altre storie, ovvero quelle dei protagonisti secondari, pedine mosse intelligentemente da Anderson sulle diversi "cornici" del film. Così avremo un Edward Norton in calzettoni e calzoni corti nel ruolo di uno scout che è anche un professore di matematica; un sempre ispirato Bill Murray (tornato a lavorare con Anderson) che interpreta il padre di Suzy in coppia con Frances McDormand, madre della ragazza; Bruce Willis nei panni sempre calzanti di un poliziotto; e poi Harvey Keitel, Tilda Swinton e Bob Balaban in piccoli ma interessanti ruoli.

Divertente, triste, drammatico, amaro, originale e vagamente erotico (non pensate male), Moonrise Kingdom è un compendio di diverse sensazioni agrodolci tipicamente alla Anderson che avrebbe meritato altra collocazione nel nostro calendario cinematografico. Tuttavia sarà un successo.

Il sito ufficiale del film: qui.

lunedì 3 dicembre 2012

Contest Natalizio, “Dark Rock Chronicles”

Una storia paranormale, tra pupe, alcol e Battle Rock!

Eccomi ad annunciare ufficialmente il contest natalizio organizzato in collaborazione con lo staff Plesio Editore. Tempo di doni e buoni propositi; diamo quindi l'opportunità di giocare e provare a vincere una copia di Dark Rock Chronicles! Da regalare o regalarsi. 

Conoscete già il romanzo? Trovate la sinossi e la track #1 (ovvero l'anteprima del primo capitolo del romanzo): qui.

Segnaliamo anche la pagina fan su Facebook, aggiornata con immagini, video e novità sul mondo di DRC: qui.  


Partecipare è molto semplice. Mettete alla prova la vostra creatività! Tutto ciò che dovete fare è:

 1) Inventare e pubblicare in un commento a questo post un ritornello per un brano rock di massimo cinque righe (in lingua italiana o inglese). 

2) Nessun tema, nessun vincolo: largo alla fantasia e alla vostra anima rock! 

3) Potete ispirarvi a brani leggendari o inventare un testo originale.


Il contest si apre ufficialmente oggi e si chiuderà il 31 dicembre alle ore 12:00.
Il miglior ritornello sarà premiato dal giudizio dello staff Plesio Editore e dall'autore di Dark Rock Chronicles.

[N.d.R.: Il vincitore ha diritto a una copia diversa dal libro messo in palio, a scelta dal catalogo Plesio Editore. http://www.plesioeditore.it/]

E ora, bando alle ciance. Buon contest e… LET’S ROCK!

domenica 2 dicembre 2012

DRC, una notte al museo

Non è stata proprio una notta ma una piacevolissima serata in compagnia di un pubblico curioso e disponibile (che ancora ringrazio). Il Museo Faggiano di Lecce, location esclusiva dell'evento, ha messo a disposizione stanze, cunicoli e passaggi segreti.

Chiacchiere su Dark Rock Chronicles e sulla musica, disegnatori ed esposizione di strumenti di liuteria a cura rispettaivamente di Lupiae Comix, la scuola di fumetto di Lecce, e Liuteria Luparelli

Quello nella foto invece è Duff, uno dei protagonisti del romanzo, che ha accompagnato la discussione con il suo famoso basso Frustatore Quattro Corde!

Ora appuntamento martedì 4 dicembre dalle ore 19:00 in libreria LiberaMente! Per tutte le info: qui.