giovedì 30 agosto 2012

E il titolo è...

 La voce è girata e così l'incanto si è spezzato. Niente di grave, anzi. Morivo dalla voglia di rendere la notizia ufficiale! Il titolo del mio romanzo sarà... 

DARK ROCK CHRONICLES

L'immagine che ho preparato qui di fianco (vi piace?) dà un'idea - anche se un po' fuorviante, per certi versi - della storia. DRC è un'avventura all'insegna della musica (e tante grazie) e del paranormale. Ma al di là del rock e del dark è la vena demenziale a caratterizzare tutto il romanzo. Scriverlo mi ha divertito ed emozionato e spero di trasmettere le medesime sensazioni a chi avrà voglia di leggerlo o semplicemente sfogliarlo. Ma non voglio svelare tutto ora. 

DRC uscirà... prossimamemente. Ritornerò sicuramente a parlarne!


domenica 26 agosto 2012

Spaghetti fotogenici

Rientro dalle ferie e mi ritrovo nella mia città bollente, dopo l'ennesima disavventura con Trenitalia. Ma la bella vacanza compensa i disservizi, oh yeah! 
E si vocifera l'arrivo del fresco, previsto per le prossime ore. Lo attendiamo tutti, no? Basta caldo, cacchio. 

Oggi, domenica, giorno per riprendersi, dopodiché si ricomincia davvero. Qualcosina sono riuscito a combinarla anche al mare. Un po' di disegno giusto per tenere la manina calda, ma soprattutto la revisione di una storyline parecchio intricata, già passata e approvata dal mio agente letterario, che è riusciuto ad arricchirla e a renderla funzionale. Non vedo l'ora di riprendere a scrivere. 

E tra il rientro bollente e la prospettiva di riprendere a lavorare, spunta fuori uno chef televisivo di ultima generazione, uno che non ti fa cambiare canale dopo l'ennesima riproposizione di un programma dedicato alla cucina e che fa un utilizzo saggio degli ingredienti (nelle quantità in modo particolare). Ecco che Alessandro Borghese (figlio di... ) mi sta subito simpatico. Un cuoco atipico, tanto che all'inizio l'avevo scambiato per uno single sfigato che si diletta ai fornelli per sopravvivere (che poi l'impressione che deve fare è proprio quella). Scopro invece che è uno serio, nel senso che sa cucinare, figlio d'arte (?), seguito non solo dalle donne. Che dire, complimenti a chi l'ha pescato dal mazzo - o meglio, dalla dispensa - e l'ha messo un po' qui e un po' lì tipo prezzemolo tritato: fa contente le mamme e accalappia pure consensi non proprio in target. 
Scrivendo queste impressioni la mia voce interiore ripassa a memoria lo spot del programma che il Borghese conduce e che riprenderà con le nuove puntate il 3 settembre. Chi l'avrebbe mai detto che un giorno sarei finito per pubblicizzare un programma di cucina!

Nel frattempo, il mio Real Time mi ricorda che ho un sacco di cose da fare. La cover del mio libro è quasi pronta, e la notizia mi eccita. Come scrivevo su, non vedo l'ora di rimettermi a scrivere sul nuovo progetto, ma prima ci sono diverse cose da sistemare, più urgenti. 

Allora buon rientro a me e a chi mi legge. Che il buongusto sia con voi! Ora vado a cucinare i SuperSpaghetti.

martedì 14 agosto 2012

Anima di Paz, un giallo estivo

Qualcosa è andato storto. La stronza ha trovato una via di accesso per il mio mondo. Mi guarda dal buio, mentre l'aspetto. Non sento alcun rumore, ma so che è lì. Stronza, penso. Penso anche di fargliela pagare prima che colpisca, prima che arrivi alla mia pelle. La notte è sua. 
Ha vinto.
Attacca il mio arto sinistro, la mia palpebra socchiusa a conciliare il sonno. Niente, non riesco a riaddormentarmi, sono troppo scosso dalla sua presenza. Provo ad affrontarla con la luce elettrica. Dove sei, bastarda!? Sparita. Sa che la sto cercando. Voglio ammazzarla e riprendere a dormire. Non c'è. Cazzo, se è furba! 
Trascorro così le prime ore del mattino, quando il sole non è ancora sorto. Sveglio, gli occhi gonfi, non solo per la stanchezza. La notte è sua, ma è alla luce del sole che regolo i conti. Passano le ore. Così la trovo, immobile, sazia del mio sangue. Eccoti, brutta stronza, infame! 
Il giorno è mio, lei lo odia. Odia la luce del sole. Non ci capisce più niente. L'attesa paga. Ucciderla è fin troppo facile. 
Il suo corpo leggerissimo si sfalda, e lascia una chiazza di sangue sulla scena del delitto. E' il mio, bastarda. 


Così ho ucciso la zanzara che mi ha tormentato questa notte. Dopodiché, ancora incazzato, l'ho disintegrata impastandola nella gomma pane. Ora avrà un vero scopo, la stronza. Cancellerà le imperfezioni dei miei disegni rendendosi finalmente utile all'universo. 
Questo il mio racconto, la mia altra esperienza estiva di metà agosto iniziata alle tre del mattino. Credo di essermi riaddormentato, dopo, molto dopo, quando ormai l'equilibrio era rotto e non ho potuto che accettare la mezza sconfitta.
Una volta in cucina a fare colazione mi ritrovo ad affrontare una mattina omaggiata da una scarica di pioggia improvvisa; qualche tuono, il rumore delle macchine sulla strada bagnata, il cielo grigio e, solo in lontananza, l'azzurro estate. C'è umido, ma è sopportabile. Su di morale mi metto a leggere Giallo Scolastico di Paz, solo dopo aver osservato il mondo fuori dalla finestra, bagnato e invitante. La mattina è mia. 
La lettura mi prende, la intervallo a breve riflessioni... psicologia spiccia, visioni di ambienti astratti, persone che non esistono se non nella mia testa. Mi faccio trasportare fino a quando non decido di riprendere a leggere di Zanna che cerca di recuperare la sua polvere nascosta nella fodera di un'agenda.

Mi sento ancora fuori dall'ottica di Andrea Pazienza, ne conosco bene i motivi, per questo continuo ad affrontare le sue storie. E' adorabile, Paz; un genio, Paz; tutti glielo riconoscono, che era un genio. No? 
Sì.

Sei morta, zanzara. Cancellerai i miei errori.

Sono teoricamente in ferie, e vorrei trovare la forza per continuare a scrivere i miei bei capitoli. Penso anche al mio romanzo, quello finito. Tra un po' sarà la volta della copertina.
Non scrivo i miei capitoli ma ci rifletto, mentre il sole si mangia le nuvole e beve dalla terra bagnata.

sabato 11 agosto 2012

Non solo tette

Questa mattina mi sento un po' Adam Hughes. No, non sto disegnando coppie di angurie. Sto cercando invece di capire il senso dei suoi disegni, di Adam, del suo stile. Presto fatto, si potrebbe pensare di primo acchitto, Adam Hughes disegna  donne con le tette giganti, ed ecco che il successo è garantito.
Innanzitutto, non è vero che tutte le donne di Hughes sono maggiorate. Diciamo la maggior parte, ma non tutte. Le sue pin up sono diventate un classico, ma nessuna è ricordata per aver posato in atteggiamenti volgari al limite del porno. 
Ok, la mercificazione dei meloni può - anzi FA la differenza. Una donna formosa vende di più di una anoressica. Brutto da dire, ma sono leggi di mercato. 

Adam Hughes però non fa vendere esclusivamente per i palloni aereostatici. Della serie "la sensualità non è nell'aspetto fisico". Ed è così. Non mi permetto di dare un significato assoluto al termine; voglio solo dire che la sensualità nell'arte di Adam Hughes non si limita all'esaltazione delle forme. Alcuni potrebbero vederci sono delle gran belle tette (sarebbe ipocrita non ammettere l'importanza di un bel seno), d'accordo, ma cos'è che fa letteralmente parlare e recitare le donne di Adam, che fa veramete la differenza? Pensate a una mano sbarazzina che gesticola qualcosa, o a un'espressione realistica catturata in poche linee. Pensate anche a un'occhio semichiuso e a uno sguardo intenso, indecifrabile o sbarazzino. A una ciocca di capelli che nasconde parte del viso. Alla morbidezza del tratto e ai colori. Non aggiungo altro. 

Sono letteralmente innamorato di Adam Hughes - che è diventato famoso per le donne, ma sa disegnare anche bei maschietti. Il suo Cover Run - The DC Comics art of Adam Hughes (consigliato, per chi non lo conoscesse) è spettacolare, e in copertina c'è proprio la gattina nemicamica del Cavaliere Oscuro. Peccato non esista la versione italiana.

E dopo questi pensieri e ispirazioni, vi saluto. Torno a studiare Adam.


mercoledì 8 agosto 2012

Batti il ferro finché è caldo

Ed ecco l'ultima mia creazione realizzata per commissione, sempre in cartapesta. Ero un po' perplesso sulla realizzazione delle ali, ma avevo in mente forma e colorazione precisa e alla fine sono riuscito a ottenere tutto. La delicata fase di assemblaggio non mi ha giocato brutti scherzi: anche se dalla foto non si vede, le ali sono perfettamente simmetriche. 
Sono contento del risultato.

lunedì 6 agosto 2012

Foreste tropicali fatte in casa

Lavorare tanto ad agosto vuol dire... 

Niente, non vuol dire niente. Vuol dire sudare e fare i conti con l'afa. Alzarsi la mattina invischiato per l'umidità tra cuscino e coprimaterasso non è certo una bella esperienza; non è bello nemmeno inforcare gli occhiali per andare a fare colazione e non vederci un tubo (lenti appannate). Peggio ancora trovare la scrivania bagnata e doverla asciugare con un asciugamano. 

Ma siamo al giro di boa. Agosto è arrivato - presto o tardi, non saprei dirlo - e settembre è in agguato... sperando che ci tiri fuori da questo inferno estivo. Oggi è tragica, per esempio. Posso riempire un bicchiere d'acqua facendolo volteggiare nell'aria.
L'estate è sopravvivenza. 

Nel frattempo continuano i lavori. Qualcuno ha già saputo dell'uscita del mio libro, dopo l'estate, altri lo sapranno più in là. E' la prima volta che ne parlo apertamente (intervista alla radio di Brundi Keiliakos a parte), è la prima volta che ne parlo qui. Non è ancora arrivato il momento di spammare la notizia.
E con l'editing da ufficializzare continuo a scrivere altro, pianificando roba varia. 

Ora sono all'80 % immobile. Si muovono le dita, gli occhi. Ah, se sto scrivendo tutte queste cacchiate stamattina è perché, almeno per un po', non ho uno stracacchio da fare. Riprenderò presto a lavorare, ma per ora mi godo questa piccola pausa, in vista delle ferie vere e proprie.